Quasi quattromila gli alunni reggiani con disturbi specifici dell’apprendimento
Rappresentano il 5% della popolazione scolastica provinciale. Boom di segnalazioni in sei anni: +183% in regione
REGGIO EMILIA. Continua a crescere il numero degli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa). Lo attesta l’Ufficio scolastico regionale, precisando che per fortuna l’aumento, pari addirittura al 183% in sei anni, non è dovuto a un peggioramento delle condizioni di salute neurobiologica della popolazione scolastica, ma alla legge 170 del 2010, che favorisce la promozione prevedendo per questi ragazzi piani didattici differenziati finalizzati ad agevolarne l’apprendimento e criteri di valutazione che tengano conto della loro diversità, da non confondere con un’ inesistente inferiorità intellettuale.
In passato i genitori preferivano che la condizione di questi alunni non fosse certificata, temendo che ad essa si associasse uno stigma sociale. Ora, però, la certificazione è sempre più spesso richiesta perché consente di evitare difficoltà scolastiche e bocciature. Gli alunni con Dsa manifestano fin dalla prima elementare difficoltà ad apprendere la lettura (dislessia) e/o la scrittura (disgrafia), l’ortografia (disortografia), la compitazione e il calcolo (discalculia). Soffrono di disturbi cronici che lasciano intatto il funzionamento intellettivo generale, ma compromettono le abilità strumentali agli apprendimenti scolastici a causa di congenite disfunzioni neurobiologiche.
Nell’anno scolastico che si sta concludendo si sono contate in Emilia-Romagna 29.812 segnalazioni di Dsa, pari al 4,8% dei 615.547 alunni che frequentano le scuole dell'infanzia, elementari, medie inferiori e superiori. La nostra provincia si colloca nella media, con 3.895 segnalazioni su 77.555 alunni (5%). La quota più elevata (6,4%) si riscontra a Modena, dove sono segnalati 6.736 alunni con Dsa su 105.334, la più bassa (3,7%) a Piacenza, dove le segnalazioni sono 1.386 su 37.699.
La precedente rilevazione risale al 2016-2017, quando le segnalazioni erano 25.135, il 4,1% di tutti i 612.1052 alunni. Nell’arco di due anni, quindi, si è verificato un incremento pari al 18,6%. Nel 2012-2013 le segnalazioni erano 10.526. Da allora, quindi, il numero degli alunni con Dsa è cresciuto del 183%. Nello stesso periodo anche i disabili, certificati ai sensi della legge 104 del 1992, sono aumentati, ma soltanto del 36%, passando da 12.886 a 17.530, mentre la popolazione scolastica ha conosciuto un misero più 2,1%.
Quest’anno quasi la metà (48,3%) degli alunni con Dsa frequenta le scuole superiori, dove il loro numero, rispetto al 2012-2013, è aumentato del 346%, salendo da 3.231 a 14.412 unità, a causa soprattutto delle crescenti segnalazioni avvenute in precedenza nelle scuole elementari e medie. La maggiore concentrazione si riscontra negli istituti professionali. I maschi sono più della metà, il 60,8%.
L’aumento esponenziale degli alunni con Dsa sorprende anche per le sensibili differenze fra una provincia e l’altra: a Bologna le segnalazioni sono il 4% del totale della popolazione scolastica, a Ferrara il 5,1%, a Forlì-Cesena il 4,4%, a Modena il 6,4%, a Parma il 4,1%, a Piacenza il 3,7%, a Ravenna il 4,5%, a Reggio il 5%, a Rimini il 6%.
Ciò dipende, probabilmente, dai diversi criteri con cui i disturbi vengono diagnosticati. «Le significative differenze diagnostiche da provincia a provincia, – commenta Stefano Versari, direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale – costituiscono elementi meritevoli di riflessione e di ricerca, non soltanto clinica, quanto soprattutto culturale, sociologica e antropologica.
L’impressione che si ha è che, seppure in misura probabilmente minoritaria, venga definito come disturbo anche l’aumento delle difficoltà di apprendimento conseguenti a sofferenza, disagio, realtà sociali e vissuti depauperati. Perplessità sorgono pure in ordine ai criteri diagnostici e alla loro applicazione nei diversi ambiti delle Ausl, non essendo al momento note evidenze scientifiche che giustifichino differenze quantitative così rilevanti fra le varie province».
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