Affidi, un pool di esperti per fare luce sul sistema
La Regione istituisce una commissione tecnica che individui distorsioni e falle «Se confermati, si tratta di fatti gravissimi e lesivi dei diritti di minori e famiglie»
REGGIO EMILIA. Una commissione tecnica che valuti l’intero sistema di tutela dei minori, individui eventuali falle e distorsioni e avanzi proposte che rafforzino i meccanismi a protezione dei più piccoli. L’ha istituita la Regione, per far luce sui meccanismi degli affidi, dopo l’avvio dell'inchiesta della Procura di Reggio sui presunti casi di allontanamento forzato in Val d'Enza. Otto i professionisti nominati, su proposta dell’assessore alla Salute, Sergio Venturi, che saranno coordinati dal milanese Giuliano Limonta.
PARTE CIVILE
I fatti emersi, le attività illecite ipotizzate e le «accuse gravissime della magistratura inquirente anche nei confronti dei professionisti del sistema pubblico e del privato sociale», se confermati, si legge nell’atto di Giunta che istituisce la commissione, sono infatti «ritenuti lesivi dei diritti dei minori e delle loro famiglie, nonché dell'immagine della Regione Emilia-Romagna e dell'intero sistema assistenziale». E su questo, è confermato che la Regione si ritiene parte lesa e che si costituirà parte civile nell'ambito del procedimento.
IL POOL
Giuliano Limonta, nato a Milano, 69 anni, esperto neuropsichiatra infantile, assumerà le funzioni di coordinatore. Oggi in pensione, laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Milano, specializzato in Psichiatria all’Università di Pavia e perfezionato in Sociologia sanitaria presso l’Università di Bologna, negli anni ha ricoperto l’incarico di direttore del Dipartimento di salute mentale e dipendenze patologiche dell’Ausl di Piacenza e di coordinatore dei programmi aziendali per i disturbi del comportamento alimentare dell’area Vasta Emilia Nord (Piacenza, Parma, Reggio e Modena).
Susi Pelotti, direttrice della Scuola di specializzazione di Medicina legale dell’Università di Bologna. È responsabile accademico del laboratorio di Genetica forense del Dipartimento Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università di Bologna.
Francesca Mantovani, ricercatrice dell’Università di Bologna in Sociologia generale. Gli ambiti di ricerca di cui si occupa comprendono la valutazione delle capacità genitoriali nei casi di rischio e di pregiudizio da parte degli operatori impegnati nei servizi di protezione dell'infanzia e dell'adolescenza.
Filippo Dario Vinci, avvocato, responsabile dell’Ufficio metropolitano tutele del Comune di Bologna e coordinatore del Tavolo metropolitano sui temi tutelari.
Stefano Costa, dottore neuropsichiatra infantile, responsabile di “Psichiatria e Psicoterapia dell'Età Evolutiva” nell’Azienda sanitaria di Bologna. Professore di Psicologia scolastica e di comunità dell’Università di Bologna, è segretario nazionale della sezione Psichiatria della Società italiana di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza e membro del Consiglio direttivo nazionale della Società italiana di psicoterapia medica.
Pietro Pellegrini, psichiatria e psicoterapeuta direttore del Dipartimento assistenziale integrato di salute mentale dipendenze patologiche, direttore di Unità operativa complessa del Centro di salute mentale e di Neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza dell'Azienda sanitaria di Parma. È docente presso la Scuola di specializzazione in Psichiatria dell'Università di Parma oltre che vicepresidente della Consulta Salute Mentale della Regione Emilia-Romagna.
Provengono dalla Regione Emilia-Romagna, le dottoresse Maura Forni, responsabile del Servizio politiche sociali e socio educative, e Mila Ferri, responsabile del Servizio salute mentale e dipendenze patologiche. —
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