Il Sorbolo e il Montanara Parma pronti a trasferirsi al Levantini
Secondo indiscrezioni da oltre confine arriverebbero le giovanili, la scuola calcio e la Biancazzurra di 1ª categoria Il sindaco smentisce accordi
Brescello. Sono passati solo pochi giorni dallo scoppio della polemica relativa alla gestione dello stadio “Levantini” – con il Lentigione che si è trasferito a Sorbolo per svolgere i propri allenamenti e le partite – e sul tavolo dell’amministrazione comunale arrivano già le prime proposte per la gestione dell’impianto.
Dalle indiscrezioni che trapelano in ambito calcistico, sembra che tra le prime società a chiedere la disponibilità del “Levantini” ci sia stato il Montanara, società con sede in città a Parma. Dai rumors che circolano, la società ducale sarebbe interessata a svolgere a Lentigione l’attività delle giovanili e della scuola calcio. L’ipotesi, però, è stata smentita dalla sindaca Elena Benassi, la quale ha spiegato che, al momento, non è stata ancora presa una decisione definitiva sul futuro dello stadio. Ci sono stati degli incontri nella giornata di ieri, ma non c’è ancora alcun “nero su bianco”. Così come, da Sorbolo, rimbalza insistente la voce che la Biancazzurra – squadra di prima categoria proprio di Sorbolo, che a sua volta era stata “sfrattata” dal “Camp Nòv” nel quale si è trasferito il Lentigione – sia prossima al trasferimento al “Levantini”. Anche su questo aspetto però non giungono conferme ufficiali, e dunque al momento siamo ancora nel campo delle ipotesi.
Intanto, sulla querelle tra amministrazione comunale e Lentigione calcio interviene il gruppo di opposizione “Brescello riparte”. «Questo conflitto – si legge in una nota – non giova a nessuno ed è una sconfitta per Brescello. È auspicabile che ci sia un’immediata ripresa del dialogo in modo che si possa addivenire ad una soluzione condivisa. Tocca all’amministrazione comunale fare il primo passo verso il Lentigione per trovare una soluzione che soddisfi tutte le parti in causa; riteniamo che si debbano fare tutti gli sforzi possibili prima di intraprendere le vie legali. Anche in questo caso – conclude la nota – l’amministrazione sembra incapace di dialogare e giungere a una sintesi delle varie posizioni in campo, analogamente a quanto accaduto pochi mesi fa nella vicenda della Pro loco». —
A.V.
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