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IL PROGETTO 

Lo sport a Reggio Emilia diventa inclusivo

Adriano Arati
Lo sport a Reggio Emilia diventa inclusivo

Oltre sessanta atleti con disabilità inseriti in 43 società della provincia per attività che coinvolgono più di mille ragazzi

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Oltre sessanta giovani atleti con disabilità impegnati in società di tutta la provincia, in attività inclusive che coinvolgono più di mille ragazzi reggiani. Si conclude con un bilancio in crescita l’annata 2018-2019 di All Inclusive Sport, il progetto reggiano legato all’inclusione sportiva. Coordinato dal centro di servizio per il volontariato DarVoce, mette insieme 43 società sportive, decine fra associazioni di volontariato, realtà produttive ed enti pubblici e garantisce possibilità di formazione qualificante e lavoro a ragazze e ragazzi impegnati come tutor. L’interesse è confermato dall’altissima partecipazione all’ultimo corso per tutor promosso: gli iscritti hanno sfiorato quota 90, ben oltre la capienza prevista, e gli organizzatori sono già al lavoro per promuovere una replica in tempi brevi, così da rispondere a richieste e aspettative. L’annata sportiva in corso, iniziata nel settembre 2018, presenta 63 fra bambini e ragazzi con disabilità inseriti in 43 società sportive in rappresentanza di 14 discipline, di cui 25 realtà del comune di Reggio Emilia.

Considerate le cifre medie dei vari corsi, si può dire che oltre mille giovani fanno allenamento ogni settimana con un compagno di squadra diversamente abile. Dei 63 inserimenti, 30 prevedono la presenza di un tutor, gli altri 33 si allenano con i compagni di squadra senza figure terze. Un compagno di squadra che spesso è anche un amico, o lo può diventare. Il discorso è valido in tutto il territorio provinciale: il progetto All Inclusive Sport, infatti, è attivo praticamente in metà provincia e, oltre a Reggio Emilia, sono coinvolte realtà di tutti i distretti.

TRE “SUPERTUTOR”

Per garantire gli inserimenti “accompagnati”, è necessario avere una discreta rosa di tutor a cui attingere.

In questa annata sportiva sono stati coinvolti e formati venti giovani, supervisionati da tre “supertutor”. Sono la terapista occupazionale Michela Compiani della Medicina dello Sport per gli atleti disabili sopra ai 12 anni, Tristano Redeghieri per gli atleti disabili sotto gli 11 anni, ed Eleonora Gussetti, che si occupa della zona appenninica, con base all’Onda della Pietra di Castelnovo Monti. Per garantire continuità, una volta al mese tutti i tutor devono partecipare a incontri di avanzamento e aggiornamento, a cui partecipa anche Massimo Sassi, psicologo specializzato in sport e disabilità.

SOCIETÀ INDIPENDENTI

Un altro aspetto importante è la progressiva indipendenza delle varie realtà protagoniste.

Metà degli atleti quest’anno si allena infatti senza tutor: diverse società sportive nel tempo hanno acquisito competenza, esperienza e confidenza con la disabilità e si sentono in grado di portare avanti gli allenamenti includendo gli atleti disabili in autonomia. Un approccio replicabile ed applicabile fuori dal contesto della disabilità.

EVENTI INCLUSIVI

Nel corso dell’annata sono stati poi organizzati diversi eventi.

Sia momenti di festa sia dimostrazioni pratiche rivolte agli studenti delle superiori cittadine, in cui i giovani allievi hanno potuto sperimentare discipline inclusive come baskin, Jav’Ball, il Torball e il Sitting Volley, in cui le regole permettono di impiegare egualmente – e senza grandi differenze di “rendimento” – ogni genere di atleta. —



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