Salvini lancia la Borgonzoni per la sfida a Bonaccini
Il vicepremier da Ferrara apre le manovre per conquistare l’Emilia-Romagna «È una delle più in gamba che ci siano». Frena Fdi. Il Pd: «Non abbiamo paura»
REGGIO EMILIA. «Lucia Borgonzoni credo che sia una delle più in gamba che ci siano. Poi ne parleremo con gli altri. Penso che potrebbe fare molto bene». La sfida è stata lanciata da Ferrara, il Comune conquistato nello storico ballottaggio del 9 giugno scorso dal leghista Alan Fabbri. E l’annuncio di fatto ha avviato le grandi manovre per la campagna elettorale delle prossime Regionali, dove il Carroccio ha intenzione di portare a casa il risultato e mettere fine a decenni di governo del centrosinistra. Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, lancia la candidatura della sottosegretaria alla Cultura, Lucia Borgonzoni, in vista del voto regionale in programma fra fine 2019 e inizio 2020: «Mi aspetto che gli emiliani e i romagnoli possano votare il prima possibile», ha spiegato il vicepremier, non lesinando ottimismo su una vittoria della Lega: «Lo decidono gli emiliano-romagnoli e i cittadini. Così è accaduto in tutte le regioni che hanno votato: hanno mandato a casa la sinistra e scelto la Lega e il centrodestra. Ci sarà l’Umbria prima, che sarà un altro test importante perché da sempre, da quando esiste, è governata dalla sinistra, e poi l’Emilia-Romagna». E poi: «Se posso fare una richiesta da cittadino al governatore Bonaccini è che fissi la data del voto il prima possibile. Mi sembra rispettoso rivotare a novembre alla scadenza dei cinque anni e non scavallare l’anno nuovo».
IL RITRATTO
Bolognese, nipote del pittore e partigiano Aldo Borgonzoni, Lucia Borgonzoni è una fedelissima del vicepremier. Era presente a Reggio in occasione dell’ultima visita di Salvini in città per la campagna elettorale delle Amministrative. Ed era al fianco di Salvini a Bologna nel novembre 2014, quando in occasione della scorsa campagna elettorale delle Regionali, in cui era candidato proprio l’attuale sindaco ferrarese Alan Fabbri, l’auto del segretario federale della Lega venne assalita al campo rom di via Erbosa da esponenti dei centri sociali. Nel fuggi fuggi, l’auto investì due attivisti. Sempre nel campo rom bolognese di via Erbosa, qualche giorno prima la Borgonzoni – all’epoca consigliera comunale – prese uno schiaffo da una sinti, condannata nelle scorse settimane a 20 giorni, con pena sospesa. Nel 2016, candidata a sindaco di Bologna, portò Virginio Merola, al ballottaggio, ottenendo al secondo turno il 45,4% dei voti.
Le reazioni
«A noi va benissimo». È questa la prima reazione di un possibile alleato. Si tratta del senatore Fdi, Alberto Balboni, che però frena sui tempi della decisione e anche sul fatto che il candidato presidente da contrapporre a stefano bonaccini debba essere per forza qualcuno della Lega. Certo, la candidatura di Borgonzoni «è la più gettonata, ma nessuno è sicuro di questo. Non è nemmeno sicuro che il candidato sarà della Lega perché si vota anche in Umbria e Calabria. Visto che siamo in prorompente crescita uno dei tre candidati lo chiederà Fdi. L’annuncio? Sicuramente dopo l’estate».
Quanto al Pd, a parlare è stato il segretario regionale dell’Emilia-Romagna, Paolo Calvano, dalla festa de l’Unità di Bosco Albergati, a Castelfranco Emilia: «Abbiamo rispetto di tutti e lo avremo anche in questo caso, ma paura di nessuno. In campo c’è Stefano Bonaccini, che ha fatto un ottimo lavoro in questi anni e sui cui si può costruire una coalizione larga di centrosinistra ma che sappia parlare anche oltre i confini del centrosinistra». —
E.Spa.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
