La protesta muta a sostegno di Cristina Beretti
Una protesta muta contro il silenzio «indecente e imbarazzante» delle istituzioni di fronte alle minacce mafiose. Nastro adesivo sulla bocca e cartelli sono le “armi” con cui i Giovani democratici di Bologna hanno voluto denunciare l'indifferenza seguita alle minacce ricevute dalla presidente del tribunale di Reggio Emilia, Cristina Beretti, da Francesco Amato. Per 15 minuti, gli attivisti sono rimasti muti, di fronte all’ingresso del tribunale di Bologna, con i cartelli di solidarietà verso Beretti. Un gesto che parte dai giovani, perché «non possiamo assolutamente lasciare le persone da sole a combattere un male così grave», spiega Rosy Davidde, segretario dei giovani democratici bolognesi.
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