Unimore, “fabbrica” di laureati Solo il 7,7% non trova lavoro
Il report del consorzio premia l’ateneo. Richiesti ingegneri, matematici e statistici Il 67% raggiunge il titolo in corso. Andrisano: «Premiata la nostra efficienza»
REGGIO EMILIA. Se qualcuno sceglie il corso di laurea in base alle prospettive occupazionali il consiglio è di puntare a diventare ingegneri, matematici, statistici. Ma vanno forte anche economisti, informatici e filosofi, impegnati nelle software house o negli uffici risorse umane delle aziende. Sono queste, spiega il rettore Angelo O. Andrisano, le professioni che vanno per la maggiore tra i laureati Unimore, secondo i dati diffusi dal consorzio interuniversitario AlmaLaurea.
I DATI
Numeri positivi visto che mediamente le persone senza lavoro dopo un anno dalla laurea sono solo il 7,7%, dato che scende al 7,5% per i laureati biennali, la percentuale più bassa in Italia per atenei con oltre mille laureati ogni anno accademico. Inoltre Unimore è prima università pubblica italiana per quel che riguarda il numero di laureati che ripeterebbero lo stesso corso ed è al terzo posto per la percentuale di laureati che arrivano al titolo con la durata prevista.
Il rovescio
C’è, però, qui e altrove nel Paese, un lato negativo: lo stipendio all’inizio della carriera postlaurea (1.376,00 euro lordi al mese di media) vede ancora differenze tra uomini e donne. Resta un forte gap tra la retribuzione dei laureati, che arrivano a 1.467 euro lordi subito e laureate che si fermano a quota 1.235 euro. Disparità che vale anche per le università di Bologna, Ferrara, Parma dove le differenze sono anche maggiormente accentuate.
Il commento
«I dati AlmaLaurea - spiegano il rettore Andrisano e il prorettore Riccardo Ferretti – sono quelli che consulta il Ministero. Hanno un valore per noi importantissimo e mettono in risalto una buona efficienza del nostro ateneo. Unimore restituisce in servizi il 33% delle tasse universitarie versate. Come? Attraverso servizi, borse di studio, supporti ai nostri studenti, una cifra importante per il nostro bilancio. Per noi sono fondamentali l’orientamento, il tutoraggio, l’Erasmus e i tirocini con le aziende. Con queste ultime c’è tutta l’attività di collocamento una volta che i ragazzi si sono laureati». Andrisano interviene anche sulla disparità di stipendio: «C’è molto da fare, anche se ricordo che ci sono differenze da settore a settore lavorativo. In alcuni lo stipendio non presenta differenze di genere mentre in altro meno. La dignità del lavoro è cambiata e la donna sente attrattive certe professioni. Pensiamo ad esempio all’informatica dove sono per fortuna tantissime».
I numeri su laureati 2018 e occupazione laureati 2017 sono anche altri. Tra i magistrali a un anno dal conseguimento del titolo il tasso di occupazione è del 74,4%%, la quinta migliore performance tra gli atenei mentre dopo 5 anni dalla laurea lavora il 91% degli ex studenti. AlmaLaurea “disegna” anche il profilo dei laureati. La quota di stranieri che hanno ottenuto il titolo è pari al 4%, mezzo punto in più rispetto alla media nazionale, mentre il 25,7% dei laureati proviene da fuori regione. L’età media alla laurea è 25,3 anni per il complesso dei laureati, i laureati in corso sono il 67% del totale, collocando Unimore al terzo gradino tra gli atenei con più di 3mila laureati. —
Stefano Luppi
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