Gazzetta di Reggio

Reggio

il sequestro 

Venivano “puliti” anche i soldi guadagnati con la prostituzione

L.G.

Denunciata una cinese che portava in stazione il denaro ottenuto facendo prostituire due ragazze in una casa a Casalgrande

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reggio emilia. Mentre i finanzieri reggiani indagavano sul riciclo di denaro cinese in piazzale Marconi, gli appostamenti e le intercettazioni hanno portato le Fiamme Gialle a risvolti inaspettati. Dietro il giro di soldi infatti c’era anche una vasta rete di sfruttamento della prostituzione, ben radicata non solo sul territorio reggiano ma anche nelle regioni circostanti.

I controlli della Finanza sono partiti approfondendo le indagini su una donna in particolare – una delle otto persone denunciate – che si recava spesso nel piazzale per depositare denaro contante. Seguendo proprio gli spostamenti della signora cinese le Fiamme Gialle sono arrivate fino a Casalgrande, scoprendo che nell’appartamento dove abitava si esercitava abitualmente la prostituzione.

Quando i militari sono entrati in casa, il 21 giugno, hanno trovato oltre alla donna denunciata altre due ragazze cinesi intente a praticare dei massaggi ad altrettanti clienti italiani. Le due prostitute, eseguiti gli accertamenti, non sono risultate in regola con il permesso di soggiorno e sono quindi state oggetto di un provvedimento di espulsione emesso dal prefetto di Reggio Emilia.

I finanzieri hanno poi perquisito l’immobile, scoprendo nascosto nei cuscini del denaro contante pari a circa 1.500 euro. Visto quanto accertato, i soldi, assieme all’appartamento di proprietà di uno scandianese, sono stati sequestrati mentre la “tutrice” delle due donne è stata denunciata per sfruttamento della prostituzione. Gli inquirenti però non si sono fermati alla superficie e, approfondendo le indagini, hanno scoperto una rete che collegava quell’immobile con altre case in diverse zone d’Italia nelle quali si eseguivano le stesse pratiche: annunci di massaggi che nascondono in realtà l’offerta di prestazioni sessuali.

«Riteniamo – spiega il capitano della Finanza Claudia di Pirro Bellisario – che ci fosse una sorta di “scambio” di ragazze da un appartamento all’altro, per garantire un ricambio continuo ai clienti». Il materiale di indagine raccolto poi è stato girato alle procure competenti in diverse regioni d’Italia per gli approfondimenti. —

L.G.

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