Derubati tre muratori nel giorno dello stipendio ma il collega 55enne nega
REGGIO EMILIA. Un imprenditore edile italiano e due suoi operai rumeni stanno lavorando in una casa abitata – in via Nizzi – al cui esterno hanno montato un ponteggio necessario per le opere richieste.
Era il 31 luglio di due anni fa, faceva un gran caldo, ma avevano a disposizione un garage per allacciarsi all’energia elettrica, lasciarvi gli oggetti personali e poter usufruire di un frigorifero. Come sempre, da mezzogiorno all’una hanno pranzato nel garage, poi i muratori sono tornati a lavorare sul ponteggio.
Una ventina di minuti dopo l’amara sorpresa: dal garage erano spariti i borselli di tutti e tre. Il danno non è indifferente perché era giorno di paga (rubati sui 5mila euro), ma sono spariti anche telefonini, carte di credito, un tablet e documenti d’identità (una bella scocciatura, quest’ultima, per i due operai rumeni).
Viene fatta subito denuncia di furto ai carabinieri e indicate le telecamere di videosorveglianza poste nell’abitazione di fronte. Ne viene tratto un filmato in cui i tre derubati riconoscono un collega di lavoro rumeno 55enne, come hanno confermato ieri al processo dove si sono costituiti parte civile tramite l’avvocato Carlo Fontana. I tre edili – riferendosi al filmato – dicono soprattutto d’aver riconosciuto l’uomo «dall’inconfondibile camminata» (il riferimento è ad una leggera zoppia, ndr), ma anche dal fatto che era vestito di bianco e indossava un cappello proprio come quando pochi tempo prima era andato a salutarli insieme ad un geometra. Uno dice anche di aver riconosciuto la macchina dell’imputato. «Sapeva che quello era il giorno in cui venivano pagati gli stipendi – sottolinea l’imprenditore edile – e deve aver fatto diversi sopralluoghi per sapersi muovere nella casa ed andare sino al garage la cui porta era accostata per lasciar passare il cavo elettrico. Ha scavalcato la recinzione, è entrato nel cantiere, per poi uscirne con i borselli. Dal ponteggio non si potevano vedere queste mosse».
Nell’udienza scorsa il maresciallo dei carabinieri che ha svolto le indagini ha dato un’interpretazione diversa di quelle immagini. Il sottufficiale ha spiegato che nel filmato si nota solo una persona da lontano che cammina e indossa un cappello, ma non si vede la fisionomia del viso. Il rumeno 55enne accusato del furto dai muratori nega su tutta la linea.
«Abbiamo chiesto al giudice Simone Medioli Devoto che visioni quelle immagini – commenta a fine udienza l’avvocato difensore Noris Bucchi – perché ritengo che non contengano prove di responsabilità a carico del mio assistito che si professa innocente». In udienza se ne riparlerà fra oltre un anno di questa vicenda: il 6 ottobre 2010 verrà sentito un testimone della difesa, deporrà l’imputato e si andrà alla discussione con probabile sentenza. —
T.S.
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