Fabbrico, il parco fatto dalla società dei nipoti del boss
Prima il Comune dà l’ok all’inaugurazione, poi il passo indietro. Il sindaco: «Abbiamo sbagliato a non verificare prima»
fabbrico. Prima l’annuncio del taglio del nastro, con tanto di locandina pubblicata sulla pagina Facebook ufficiale del Comune; poi la retromarcia con l’annullamento dell’evento. Oggetto: il parchetto urbano di via Righetta. Frutto dell’urbanizzazione realizzata dall’Immobiliare Raffaella S.a.s. dell’architetto Giuseppe Todaro , il cui nome campeggiava in maniera evidente sulla stessa locandina per l’appuntamento che avrebbe dovuto tenersi l’8 giugno scorso. Pochi giorni dopo, dunque, l’insediamento dell’attuale giunta. Conferma che si è trattato a tutti gli effetti di un dietrofont da parte dell’amministrazione comunale, il sindaco appena eletto (ma con alle spalle già due mandati) Roberto Ferrari. «Quando abbiamo scoperto chi era questa ditta, lo abbiamo ritenuto del tutto inopportuno», dichiara.. Chi è la ditta lo scrive in questi giorni il giornalista Paolo Bonacini in un articolo pubblicato sul sito del sindacato Cgil e sul Fatto Quotidiano. L’Immobiliare Raffaella di Todaro Maria Teresa & C. ha sede a Reggiolo. Maria Teresa è sorella di Giuseppe Todaro. Entrambi sono soci al 50% di un’altra società, la GMC Immobiliare srl, che ha sede sempre a Reggiolo nella stessa via Amendola 88.
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Ed è questo uno dei nodi: alla GMC il 26 gennaio 2015 l’allora Prefetto di Reggio Emilia Raffaele Ruberto negò l’iscrizione alla White List e il Tar dell’Emilia Romagna il 5 gennaio 2017 respinse il ricorso presentato dai fratelli Todaro, ritenendo legittimo il provvedimento. Sotto accusa ci sono i legami famigliari. I due fratelli sono figli di Raffaele Todaro, detentore del 95% delle quote della società Giada srl, colpita da interdittiva antimafia nel 2010 ed esclusa dalla “white list” nel 2013, e amministratore unico del Consorzio Primavera, colpito da interdittiva nel 2010. Raffaele Todaro è genero, anche se separato dalla moglie, di Antonio Dragone: il boss rivale dei Grande Aracri, ucciso a Cutro nel 2004, era nonno di Giuseppe e Maria Teresa.
Come mai prima il Comune dà l’ok al momento inaugurale e poi si tira indietro?
«L’azienda ha finito il lavoro, il completamento di tre piccoli lotti, ed è prevista tra le opere di urbanizzazione una piccola area verde attrezzata. La società ci ha chiesto di organizzare un piccolo momento inaugurale. Non è un atto dovuto, ma mi prendo io la responsabilità di quella decisione. In un primo momento ho dato l’ok – spiega Ferrari –. L’errore è mio. Ho sbagliato a non fare tutte le verifiche necessarie nei confronti di questa azienda. Non ha interdittive, ma scopriamo che i soci le hanno per un’altra società». Da qui la decisione di annullare. «Il mio errore è stato quello di non controllare prima, ma ci siamo fermati prima di fare l’errore più grave. Di questo ringrazio i cittadini di Fabbrico, attenti a vigilare su quello che fa l’amministrazione comunale. È grazie anche a loro, infatti, che abbiamo evitato di fare qualcosa di cui non saremmo stati orgogliosi», dichiara il primo cittadino.
Ferrari spiega che quella decisione è stata presa a pochi giorni dall’insediamento. «Ma non cerco scuse – sottolinea –. Dobbiamo essere attenti a verificare e vigilare. Dico anche però che ci sono cose strane...».
Tipo? «Lo stesso soggetto è in due società, una è interdetta e l’altra no – fa notare –. Non è facile per noi. Anche le aziende che operano nel privato hanno a che fare col pubblico: permesso a costruire, autorizzazioni. L’ente si trova a dover interagire, nel proprio ruolo istituzionale, con un soggetto privato che però, con una sua altra azienda, ha avuto una interdittiva...».
Le stesse villette realizzate dall’immobiliare in questione, scrive tra l’altro sempre Bonacini, sono entrate grazie al bando regionale “Una casa alle giovani coppie e ad altri nuclei familiari” nell’elenco del centinaio di alloggi ammessi in provincia per i contribuito all’acquisto della prima casa. —
El.Pe.
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