La torre Rossenella entra nel circuito dei castelli ducali di Parma e Piacenza
La rete comprende già il Bianello e la Sala del Tricolore ma restano escluse le rocche di Canossa e Rossena
CANOSSA. Dopo il castello di Bianello (Quattro Castella) e la Sala del Tricolore di Reggio Emilia, anche il Comune di Canossa aderisce al “Circuito dei castelli del Ducato di Parma, Piacenza e Pontremoli”. È un passo importante nell’ottica della promozione turistica di cui si parla da decenni, ma è bizzarro – seppure con una spiegazione parzialmente logica – il fatto che il Comune di Canossa entri a far parte del circuito che riunisce le più celebri rocche parmensi e piacentine non con i suoi monumenti più famosi – i castelli di Canossa e di Rossena – bensì con la torre di Rossenella. La motivazione: quest’ultima appartiene al Comune, mentre i due castelli appartengono allo Stato (Canossa) e alla Curia (Rossena). A parte questa evidente bizzarria, è chiaro che all’amministrazione comunale interessa promuovere il territorio matildico (compresi di castelli di Canossa e Rossena), e in questo senso l’ingresso nel Circuito dei castelli del Ducato di Parma, Piacenza e Pontremoli viene giudicato un fatto positivo.
LA RETE DEI CASTELLI
«Si tratta di far parte di una rete di 32 castelli – commenta Clementina Santi, assessore alla cultura e al turismo – una ricchissima rete di monumenti, di luoghi aderenti ad un network d’arte che si promuove con logiche di turismo culturale. Ogni anno oltre 600.000 persone visitano le terre di questo circuito. Farne parte significa valorizzare il nostro Comune con le eccellenze dei castelli di Canossa e Rossena, della torre di Rossenella, del Tempietto del Petrarca e del sito archeologico dell’antica città romana di Luceria».
Il circuito dei castelli del ducato (www.castellidelducato.it) raggruppa quattordici rocche e altri edifici in provincia di Parma, dieci in provincia di Piacenza, uno in provincia di Massa Carrara, tre in provincia di Reggio Emilia (Rossenella, castello di Bianello e Sala del Tricolore, appunto) più venti altri luoghi di interesse storico.
TRE MILIONI DI EURO
Altro elemento importante per aderire al Circuito: sono stati stanziati tre milioni di euro per la città di Parma, capitale italiana della cultura 2020. Questo avrà ripercussioni su tutto il territorio regionale, quindi anche sull’area matildica.
La torre di Rossenella, mastio di difesa e avamposto militare matildico, il castello di Rossena e quello di Canossa hanno attraversato i secoli e sono giunti fino a noi, trasformando la loro iniziale destinazione d’uso per diventare custodi di memorie antiche.
PETRARCA E LUCERIA
In zona soggiornò anche il Petrarca, che a Selvapiana trovò motivo d’ispirazione per continuare il suo poema epico “Africa”. Ora in quella zona sorge il Tempietto del Petrarca – costruito nel 1839 per iniziativa di alcuni privati cittadini prima di Parma e poi di tutta Italia – a ricordo del soggiorno del poeta a Selvapiana. Sempre nei paraggi c’è anche la riserva naturale di Campotrera, frequentata da appassionati di natura e trekking. Altra attrattiva locale è il sito archeologico di Luceria, antica città romana ed importante crocevia commerciale fluviale della Gallia cispadana, risalente al IV secolo avanti Cristo, ora rilevante sito archeologico riportato alla luce grazie anche alle indagini di Gaetano Chierici. «Nel nostro territorio – dice Clementina Santi – vi sono lavori attorno alla rupe di Canossa, agli scavi archeologici e alla risoluzione di alcune frane che limitano la viabilità. Questo in un’ottica di rilancio della vocazione turistica del nostro Comune e di sostegno all’imprenditoria dell’accoglienza (bed & breakfast, agriturismi, bar, ristoranti, centri turistici e culturali) sempre più diffusa».—
M.G.
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