Palestra chiusa per debiti «Pronti ad aiutare i raggirati»
L’associazione scende in campo al fianco degli abbonati del Fitness Time «Metteremo a disposizione un consulente legale per chi è stato derubato»
REGGIO EMILIA. Federconsumatori mette a disposizione un consulente legale per tutti coloro che sono stati colpiti dalla chiusura improvvisa della Fitness Time, la palestra che lunedì ha chiuso i battenti per «una sopravvenuta e non prevista situazione di indebitamento», senza alcun preavviso né agli iscritti, né agli istruttori. Lo annuncia l’associazione dei consumatori, affermando di voler prendere una posizione ben precisa nei confronti di una vicenda considerata inaccettabile.
Sono infatti molti i reggiani che nelle ultime ore si sono sentiti, secondo l’associazione, «raggirati, di fatto derubati ed infine abbandonati anche dalla possibilità di poter esigere un diritto». Il caso riguarda sia abbonati di lungo corso, che non si aspettavano per niente che la palestra in cui erano sempre andati fosse sull’orlo del baratro, sia persone che avevano rinnovato o sottoscritto l’abbonamento proprio nei giorni appena precedenti alla clamorosa chiusura.
Le persone si ritrovano così spaesate, senza sapere come fare per usufruire del servizio pagato o come poter riavere i soldi che avevano speso. Federconsumatori afferma di aver ricevuto molte chiamate in questi giorni. «Il punto – sottolineano dall’associazione – non è solo tecnico, ma anche politico. Come poche settimane fa è stato per Mercatone Uno ancora una volta si verifica una chiusura senza avvisi di alcuna natura per nessuno ed ovviamente senza alcuno scrupolo».
La soluzione che Federconsumatori sceglie di mettere in campo è quella di attivare un servizio di consulenza legale consultabile anche telefonicamente da parte di tutti coloro che sono in cerca di spiegazioni. Il numero a disposizione è lo 0522.433171 ed è attivo da lunedì a venerdì, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18.
Le persone potranno così rivolgersi a un consulente legale, nella speranza di poter essere orientate nel ventaglio di possibilità disponibili. Infatti, come sottolinea l’associazione: «Si passa dalla ricerca di un abbonamento in palestra al tentativo di comprendere le procedure di fallimento, e i consumatori si ritrovano improvvisamente lanciati in un susseguirsi di pratiche complesse che richiedono tempo, risorse e competenze che spesso costano più dell’investimento iniziale».
La volontà dietro a questo gesto è anche quella di non lasciare che questo modus operandi nella gestione di chiusure e fallimenti si diffonda. Secondo Federconsumatori è infatti un modo di fare decisamente dannoso che porta persone in buona fede a sentirsi derubate e raggirate. Non è possibile, infatti, fare spendere soldi alle persone, afferma l’associazione, con la consapevolezza che il fallimento è dietro l’angolo. —
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