Rischiava di affogare col cane nel laghetto «Voglio ringraziare chi mi ha salvato»
La disavventura al parco Iotti: «Sono rimasto impigliato nelle ninfee, l’animale è riuscito a uscire, io non sapevo cosa fare»
È sulla bocca di tutti la vicenda avvenuta lunedì al parco Nilde Iotti. Il motivo è il gesto eroico compiuto da un reggiano, che si è tuffato nel laghetto del parco per cercare di salvare il proprio cane mentre stava annegando. Il protagonista tutti lo chiamano Robbi, un dogsitter molto conosciuto in città che ha rischiato la vita per soccorrere il proprio cane Grisù. In molti reggiani possono dire di ricordare l’animale per un dettaglio molto singolare: porta la cravatta. E sembrava una normale passeggiata con i due cani, Grisù e Leila, quando all’improvviso la situazione è precipitata.
«Ero a passeggio come faccio spesso – racconta Robbi –. Ad un certo punto, il mio cane è caduto nel laghetto ed è rimasto impigliato nella vegetazione, rischiando di annegare. Così mi sono tuffato per cercare di salvarlo. Ho nuotato fino a lui ma a un certo punto mi sono impigliato nelle radici delle ninfee. Ero bloccato, non sapevo cosa fare».
In pochi secondi, la situazione è diventata critica: ad essere in pericolo non era solo il cane, ma anche il padrone, che ha temuto il peggio. «Così ho iniziato a urlare, chiedendo aiuto – prosegue il dogsitter –. Subito ho visto due ragazzi, che sono però scappati mentre chiedevo loro di aiutarmi. Per fortuna mi sono venute incontro due ragazze, che non si sono tuffate ma sono rimaste sulla riva del lago, chiedendo in che modo potevano aiutarmi. Così ho chiesto loro di chiamare il 113. Nel frattempo, le ho provate tutte: ho preso il cane e sono praticamente riuscito a lanciarlo più in là, dove l’acqua era migliore. Solo che lui è subito tornato da me, e io non riuscivo a liberarmi».
Ma proprio quando la situazione sembrava volgere al peggio, ecco che ad un certo punto è intervenuta una terza persona. «È arrivato un altro signore, che ha avuto il coraggio di togliersi la maglia e buttarsi in acqua per cercare di salvarci. L’uomo ha subito messo in salvo il cane, poi mi ha allungato un tronco a cui mi sono aggrappato per tornare fino a riva. A quel punto sono arrivati i soccorsi, e tutto si è risolto per il meglio».
Senza l’aiuto dei passanti, forse i due non si sarebbero salvati. E anche Robbi ne è consapevole: «Sono ancora molto scosso, subito dopo non riuscivo nemmeno a parlare. Ringrazio tantissimo quelle persone che mi hanno aiutato e vorrei trovare un modo per incontrarle ancora, perché non sono nemmeno riuscito a sapere come si chiamano».
Alcuni proprietari di cani che conoscono Robbi stanno perfino pensando di organizzare per lui una colletta. Da una settimana a questa parte il dog sitter è infatti rimasto senza casa, ed è costretto a vivere da un amico fuori città.
«È incredibile il modo in cui le persone stanno rispondendo a questa storia – conclude Robbi –. Significa davvero molto per me». —
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