Gazzetta di Reggio

Reggio

la replica di GIUSEPPE todaro 

«Rovinate un uomo di 33 anni Mio nonno? Mai conosciuto»

M.P.

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REGGIOLO. «Vittima di una ingiustizia tipicamente italiana. Sono incensurato, casellario giudiziale immacolato. Ho 33 anni, ho una moglie e due figli, ma questa storia della parentela di un nonno malavitoso defunto 15 anni fa non mi fa lavorare. Mi stanno rovinando. So che ci sono le elezioni regionale in Emilia Romagna ma io non farò da capro espiatorio per la campagna elettorale di qualcuno. Mi difenderò, come ho già fatto venerdì in tribunale a Reggio, che mi ha assolto perché il fatto non sussiste, contro la prefettura reggiana che mi aveva denunciato di minacce solo perché ho difeso la mia onorabilità».. L’opera

Così si è espresso l’architetto Giuseppe Todaro dopo lo stop all’inaugurazione del parco urbano di Fabbrico.

Una lottizzazione che l’immobiliare di cui è socio ha da 10 anni, spiega lui stesso, sostenendo che ha «faticosamente completato con la costruzione di villette». La crisi dell’edilizia aveva rallentato lo sviluppo urbanistico dell’area, tuttavia i proprietari, spiega Todaro, appena riuscivano a vendere le case investivano subito gli utili sulla lottizzazione per poterla finire. L’area verde l’8 giugno scorso avrebbe dovuto essere inaugurata, ma il Comune di Fabbrico ha annullato l’appuntamento.

LA REAZIONE

«Avevamo deciso di finire i lavori e di cedere l’area al Comune per risparmiare i 5mila euro di Imu annui. Avevamo presentato la documentazione di fine lavori il 17 giugno scorso. Il Comune di Fabbrico ha 90 giorni di tempo per regolarizzarla. Ora è tutto fermo perché dicono che sono parente di un malavitoso – dice Todaro –. Così si rovina un ragazzo di 33 anni con una famiglia e due figli. Però quando il Comune deve incassare i soldi dell’Imu non dice più che sono un malavitoso. Non ci liberiamo più di questa storia, né io, né mio padre, che tra l’altro è separato legalmente e ha una compagna con un figlio. Per quanto tempo dovremo ancora pagare per un nonno morto 15 anni fa? Per questa storia mi sono preso persino una denuncia dalla prefettura di Reggio, che mi ha accusato di minacce, e questo perché ho detto che sarei andato alle “Iene” di Italia 1 per dimostrare che io non ho nulla a che fare con la ’ndrangheta. Venerdì scorso sono stato assolto con formula piena. Io lavoro con trasparenza e onestà. Non ho mai condiviso la vita di mio nonno, né l’ho mai conosciuto. E per difendermi dal fango che mi è stato buttato addosso da un quotidiano nazionale – conclude l’architetto Giuseppe Todaro, dopo che la vicenda di quel parco è diventata un caso – senza alcuna ragione, ho deciso di rivolgermi ad un legale per chiedere danni morali e materiali e querelare chi mi ha ingiustamente calunniato». —

M.P.

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