Un’auto usata come ariete per sfondare la vetrina del bar
Ancora una volta nel mirino il caffè Monica, nella centralissima piazza Umberto I I ladri non riescono a prendere le casse dei videopoker, ma solo pochi spiccioli
Poviglio. Un boato in piena notte ha turbato il silenzio del centro del paese. A causare il forte rumore, un’auto utilizzata come ariete da dei malviventi contro una saracinesca del bar Monica, nella centralissima piazza Umberto I.
Il tutto si è consumato nel giro di pochi secondi. I ladri – che probabilmente hanno agito in tre – si sono diretti a tutta velocità contro una delle saracinesche dell’esercizio commerciale, che si è inevitabilmente piegata e ha mandato in frantumi la vetrata. Il danno ha fatto scattare l’allarme e inevitabilmente attirato l’attenzione dei titolari del bar, una famiglia di origine cinese che vive al piano di sopra. Uno dei componenti della famiglia, accortosi di quanto stava accadendo, ha immediatamente telefonato al 112 per avvisare i carabinieri della spaccata. Nel frattempo, i ladri si erano già diretti all’interno del locale, e avevano preso di mira la stanza con i videopoker. Ma, a causa della fretta o di qualcosa che è andato storto, non sono riusciti a svuotarli e si sono dovuti accontentare solo di qualche spicciolo rubato dal fondo cassa. In fretta e furia, i malviventi se ne sono andati e la loro scelta di fuggire si è rivelata azzeccata in quanto, nel giro di pochi minuti, sono arrivati sul posto proprio i carabinieri, che stavano effettuando dei controlli notturni in zona. I militari stanno ora indagando sull’episodio, cercando di raccogliere elementi utili all’identificazione dei responsabili.
Ieri mattina, nonostante la serranda sfondata, il bar Monica ha aperto regolarmente. Non è la prima volta che il bar povigliese finisce nelle mire dei malviventi. L’episodio più clamoroso risale all’ottobre 2013, quando si verificò una spaccata con una dinamica molto simile a quella avvenuta tra lunedì e ieri. Anche in quell’occasione, dopo aver sfondato la vetrata in retromarcia, i ladri attirarono le attenzioni dei proprietari e, soprattutto, dei carabinieri.
I militari povigliesi arrivarono prontamente sul posto: due di loro tentarono di inseguire, a piedi, altrettanti malviventi che se la davano a gambe, mentre altri due ladri fuggirono in macchina e un quinto riuscì a caricare quelli scappati a piedi. Ne nacque un folle inseguimento lungo le strade della Bassa – con picchi di velocità ai 200 chilometri all’ora – che vide l’auto dei ladri far perdere le proprie tracce dopo qualche chilometro. —
A.V.
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