Gazzetta di Reggio

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«Devono continuare le indagini su Bellini»

Tiziano Soresina

Il presidente dell’Associazione familiari: «Se in quella foto è lui si apre un mondo: destra estrema, servizi segreti deviati»

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«La perquisizione in una casa a Reggio Emilia? Che le indagini su Paolo Bellini continuino può essere solo positivo». Avendone viste e sentite tante, troppe, fra indagini e depistaggi sulla strage di Bologna, ci va con i piedi di piombo Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione familiari delle vittime.

STRUMENTI TECNICI

Ma di una cosa è sicuro sull’ormai famosa fotografia tratta dal video amatoriale girato da un turista nella stazione di Bologna quel tragico 2 agosto 1980: «Oggi vi sono gli strumenti tecnici – rimarca – per dire se quell’uomo sia o meno Bellini. Nel filmato si vede una persona che si accinge ad attraversare il primo binario subito dopo l’esplosione. È ripreso di fronte». Sono riprese in cui il turista, dal treno, filma l’arrivo in stazione sul primo binario alle 10.13, dodici minuti prima della tremenda esplosione, ma il video continua con le immagini successive all’attentato. Si tratta di un indizio non indifferente sfoderato dalla Procura generale di Bologna che ha un fascicolo aperto sui mandanti dello spaventoso attentato (85 morti e 200 feriti) e tempo sino a fine novembre per capire – attraverso una perizia antropometrica – se quell’immagine ritragga effettivamente Bellini. E la perquisizione a sorpresa nell’abitazione reggiana di una persona che ebbe contatti con l’ex Primula nera andrebbe proprio in questa direzione: trovare documenti e fotografie risalenti nel tempo, utili per comparazioni e per dare concretezza alla pista su cui si è incamminata la magistratura che coordina le indagini di Ros e Digos. E se la foto incastrasse proprio Bellini? «Se viene affettivamente verificato che lui era quel giorno in stazione – risponde Bolognesi – si aprirebbe un mondo: la matrice di destra, servizi segreti deviati . Siamo convinti che in stazione il 2 agosto ’80 fossero presenti in tanti, circa una trentina di persone per un’azione terroristica che necessitava di pianificazione, controlli, collocazione dell’esplosivo». Sempre il presidente dell’Associazione familiari ritiene produttivo che Bellini non si sia opposto – davanti al gip Francesca Zavaglia – alla revoca dell’archiviazione dell’indagine che lo vedeva partecipe al massacro di quasi quarant’anni fa. «Non si è opposto alla nuova indagine – analizza Bolognesi – ma c’è da vedere se ha voglia di collaborare, oppure si sente talmente tranquillo da non temere nulla. Vedremo».

L’EX GENERALE

Oltre a Bellini, nell’inchiesta della Procura generale risulta indagato (per depistaggio) anche l’ex generale Quintino Spella, all’epoca responsabile del Sisde a Padova. La rivelazione era arrivata – nel marzo scorso – direttamente dall’avvocato di Spella, durante il processo a Gilberto Cavallini (l’ex Nar è imputato per concorso in strage) in corso in Corte d’assise a Bologna. L’ex generale è il funzionario del Sisde a cui il magistrato Giovanni Tamburino disse di essersi rivolto dopo aver raccolto, nel luglio 1980, le dichiarazioni dell’estremista di destra Luigi Vettore Presilio. Quest’ultimo gli disse che, di lì a poco, sarebbe stato realizzato un attentato con una bomba «di cui avrebbero parlato i giornali di tutto il mondo». —





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