Il treno di Don Camillo arriverà da Suzzara per i lavori al forte
BRESCELLO. A causa della chiusura della linea Mantova – Suzzara la rievocazione del trenino di don Camillo non riuscirà a partire da Mantova in occasione di Festivaletteratura, che si svolge ai primi di settembre, perché anche se la linea riaprirà per domenica 25 agosto ci vorranno due settimane per i collaudi. Pertanto il treno con destinazione Brescello, partirà inevitabilmente da Suzzara.
il progetto
Quando il 30 gennaio scorso era stata lanciata l’idea della rievocazione del trenino di don Camillo, come avvenuto il 19 settembre 1994, i lavori per il nuovo viadotto ferroviario non erano ancora stati programmati. Ma dallo scorso mese di maggio, a Borgoforte, nel Mantovano, è partito il cantiere allestito dalla ditta Veneta21 che per conto di Rfi, sta effettuando importanti lavori al forte Noyon, edificio militare costruito dagli austriaci durante la Terza Guerra d’Indipendenza a difesa dei propri territori. Si tratta del cantiere più importante attualmente in funzione in tutta la provincia mantovana, perché è propedeutico alla realizzazione di un viadotto ferroviario a sei campate che renderà indipendente la linea Modena-Mantova-Verona dalla costruzione del forte peraltro vincolata dalla Sovrintendenza dei Beni artistici e Culturali.
IL FORTE
I lavori stanno per entrare nel vivo, al punto che da sabato 27 luglio fino a domenica 25 agosto, il traffico ferroviario tra Mantova e Suzzara verrà sospeso con l’entrata in funzione di bus sostitutivi. Rfi, a ridosso di questa data, diramerà un avviso con gli orari di arrivo e partenza dei bus che saranno diversi da quelli dei treni dovendo, i bus, transitare sulle strade.
Tutto è iniziato nell’autunno del 2018 quando Rfi commissionò alcune operazioni di sfalcio della vegetazione selvaggia che “nascondeva” la fortificazione. Dall’operazione di “visibilità” del forte si è passati poi ad una serie di successivi rinforzi alle arcate per metterlo in sicurezza. Si è provveduto anche ad impedire infiltrazioni d’acqua che minacciavano la massicciata.
Oltre ai rinforzi sono poi state posizionate gabbie piene di massi per meglio sostenere i lati del forte,che fungono da “spalla” alla linea linea ferroviaria. Tuttavia, Rfi, ha ritenuto, anche in vista di aumentare la portata dei carri merci, di realizzare un viadotto ferroviario su tutta la tratta occupata dalla fortificazione con un impegno di spesa che si aggira sui 2 milioni di euro.
Recentemente c'è stato un sopralluogo da parte dell’ingegner Celestino Dall’Oglio, dell’ex sindaco di Motteggiana Nereo Montanari, del referente del comitato Ploner di Torricella Alberto Amista, della consigliera della Lega Salvini Elisabetta Vezzani e della referente del comitato “Vivere Torricella” Lorella Calanda, durante il quale è stato evidenziata l’importanza dei lavori, ma anche la preoccupazione che tali opere rechino il meno possibile disagi ai viaggiatori. L’auspicio è che il viadotto ferroviario possa essere terminato prima dell’inizio dell’anno scolastico.
LA STORIA
Il forte centrale detto anche forte Magnaguti, fu costruito nel 1859, e con questo anche altri tre: il forte Noyon di Motteggiana, sulla riva destra del Po, e i forti di Rocchetta e Boccadiganda, rispettivamente a monte e a valle sull’argine maestro del Po. Questi quattro forti, la cui costruzione era già prevista fin dal 1837, data a cui risalgono i primi progetti, costituivano una testa di ponte doppia posta a difesa della direttrice Mantova-Verona, considerata al tempo di grande importanza strategica dagli austriaci, in vista di un probabile attacco da parte italiana. —
M.P.
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