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correggio, il processo 

Tre anni di carcere al rapinatore dal naso lungo

T.S.
Tre anni di carcere al rapinatore dal naso lungo

Incastrato dalle caratteristiche fisiche e dall’andatura, il 33enne ha confessato e chiesto scusa davanti ai giudici

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CORREGGIO. Da febbraio il 33enne Marco Franco è in carcere e ieri – in tribunale a Reggio Emilia – ha affrontato il primo processo che l’attendeva, cioè relativo alla rapina commessa il 19 gennaio scorso nella cartoleria “L’Aquilone”.

Il pm Marco Marano ha chiesto una condanna a 3 anni e 4 mesi di reclusione, mentre la Corte – presieduta da Simone Medioli Devoto, giudici a latere Sarah Iusto e Stefano Catellani – è uscita dalla camera di consiglio con una pena leggermente più contenuta (3 anni di carcere). «Premiata nella sentenza la collaborazione in aula del mio assistito – commenta al termine dell’udienza l’avvocato difensore Elisabetta Strumia – in quanto Franco ha confessato e chiesto scusa».

La rapina era andata in scena sei mesi fa, poco dopo le 18, nella cartoleria L’Aquilone, nel quartiere Espansione Sud. Con il volto parzialmente coperto da uno scaldacollo ed armato di coltello, Franco era entrato e, sotto la minaccia di un coltello, aveva intimato alla commessa: «Questa è una rapina. Sono appena uscito di galera, dammi tutti i soldi. Non ti preoccupare, non ti succede niente. Dammi i soldi».

Si era impossessato in questo modo di oltre 500 euro e si era dileguato. La commessa, in preda al panico, aveva subito chiesto aiuto al 112 e i carabinieri erano immediatamente entrati in azione, riuscendo, in tempi record, a identificare il rapinatore. Nell’immediato l’uomo, riconosciuto poi anche dalla commessa e dai titolari della cartoleria che lo avevano visto allontanarsi, era stato denunciato.

A incastrare Marco Franco erano stati alcuni particolari come l’andatura e il naso pronunciato che sbucava dallo scaldacollo, portato alzato sul volto durante la rapina per cercare di camuffarsi. Ma è un altro dettaglio che inquieta: durante la rapina, l’uomo ha sostenuto di essere appena uscito di prigione. Per mettere a segno il colpo, Franco ha infatti disatteso il divieto di far ritorno nel Comune di Correggio, come da provvedimento comminatogli il 22 novembre 2018.

In autunno l’aspetta un secondo processo, riguardante la violazione – in febbraio – degli arresti domiciliari disposti come misura cautelare legata alla rapina. Domiciliari a San Martino in Rio, che lui ha però violato rendendosi irreperibile per alcuni giorni, finché i carabinieri lo hanno di nuovo arrestato dopo averlo trovato in un bar di Correggio. —

T.S.

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