Gazzetta di Reggio

Reggio

guastalla 

Padana Tubi replica alla Fiom «Travisate i fatti, inaccettabile»

Padana Tubi replica alla Fiom «Travisate i fatti, inaccettabile»

La dirigenza in una lettera si dice pronta al confronto sul tema della sicurezza Ma sull’ultimo grave infortunio replica: «La tutela dei lavoratori è la priorità»

3 MINUTI DI LETTURA





guastalla. «Padana Tubi è sempre pronta ed è sempre stata pronta al confronto, ma a condizione che esso si svolga nelle sedi opportune, nel rispetto reciproco e si fondi su fatti certi e comprovati».

Padana Tubi – con una missiva a firma del legale rappresentante Anna Alfieri, del responsabile del personale Fulvio Frigeri e del procuratore per la sicurezza l’ingegner Damiano Panizzi – replica alla Fiom, ma elenca tra i destinatari anche il Servizio Prevenzione Sicurezza Ambienti di lavoro dell’Azienda Usl di Reggio nella persona del dottor Mauro Grossi, il sindaco di Guastalla Camilla Verona e Confindustria Reggio Emilia, nella persona del direttore generale Alessandro Parma.

l’infortunio

L’oggetto è l’ultimo grave infortunio registrato nello stabilimento di San Giacomo, che ha coinvolto un operaio 46enne: è stato travolto da una bobina del peso di una tonnellata. Ferito, è stato portato all’ospedale di Parma in elisoccorso, dove è stato in seguito sottoposto a un delicato intervento chirurgico agli arti inferiori.

La reazione della Fiom era stata una dura lettera allo Spsal, che denunciava precarie condizioni di sicurezza nello stabilimento.

«Senza entrare nel merito delle cause e delle eventuali responsabilità, peraltro non ancora accertate, del grave infortunio, a seguito del quale ha preso spunto la vostra richiesta l’inoltro alla stampa di comunicati che, come vi dimostreremo, travisano i fatti ed accusano infondatamente l’azienda di aver trascurato la sicurezza dei propri dipendenti, ribadiamo che l’interesse primario e il valore più grande di Padana Tubi è da sempre la tutela dei propri lavoratori, non solo nel giusto riconoscimento dei loro interessi economici, ma soprattutto negli aspetti di protezione della loro salute e della loro incolumità fisica».

LA REPLICA

«Sono documentati ed evidenti i miglioramenti e gli adeguamenti tecnologici, di rilevante valore economico, realizzati negli anni, volti a limitare i rischi per gli operatori e a ridurre in ogni modo gli sforzi fisici, con l’adozione di tutte le soluzioni tecnologiche innovative esistenti sul mercato mondiale; interventi peraltro – fanno notare – che vedono il coinvolgimento di tutti gli operatori aziendali, i rappresentati dei lavoratori per la sicurezza, così come del servizio Spsal. Analogamente, diamo evidenza che viene svolto, con pari intensità, un lavoro costante di formazione degli operatori, con corsi obbligatori e volontari, redazione e condivisione di procedure operative, sensibilizzazione dei preposti, sollecitazioni e richiami per contrastare lo svolgimento dei compiti in modi errati e/o potenzialmente pericolosi e per diffondere una cultura della sicurezza in ogni mansione».

«Questo sistema di presidio sul tema prevenzione, salute, sicurezza è da anni certificato da enti terzi – fanno notare – riconosciuti a livello internazionale, che hanno attribuito all’azienda prima la certificazione OHSAS 18001 e di recente ISO 45001. Ma riteniamo inaccettabile che vengano diffuse, attraverso le enunciazioni della vostra richiesta, notizie inesatte come ad esempio la morte di un lavoratore per “esposizione eccessiva a cancerogeni”, quando vi è certamente noto che la responsabilità dell’azienda per quel decesso è stata categoricamente esclusa in tutte le sedi giudiziarie. Non è certo con queste affermazioni, che travisano la realtà, che si può costruire un rapporto costruttivo nell’interesse dei lavoratori, ma ciononostante ribadiamo la nostra disponibilità all’incontro ed al confronto». «Padana da sempre ritiene infatti che ogni infortunio che si verifica all’interno dei propri stabilimenti, a prescindere dalle responsabilità, sia inaccettabile, per il carico di sofferenza e di avvilimento che porta con sé e per questo auspichiamo che le organizzazioni sindacali siano maggiormente alleate all’azienda per sensibilizzare i lavoratori ad un sempre alto livello di attenzione nell’approccio al lavoro, poiché il fattore umano deve affiancare costantemente l’investimento tecnologico e il modello organizzativo. Circa gli infortuni recenti, l’azienda ha condotto le proprie indagini, col supporto di consulenti, per ricostruire le dinamiche con quanti più rigore e accuratezza possibili e rimane disponibile al confronto» concludono, dicendosi di essere dunque «in attesa di concordare la data dell’incontro». —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google