Spadaro sul Csm «Sulla proposta decide il plenum»
REGGIO EMILIA. «Attendo quello che deciderà il plenum del Csm, ma posso fin d'ora dirmi onorato dell'importante incarico per cui sono stato proposto dalla commissione incarichi direttivi. Sarebbe un privilegio dirigere la Procura minorile della capitale per la quale ho fatto domanda nel 2018. Qualora non dovessi farcela la procura verrebbe comunque diretta da una collega bravissima che so aver lavorato benissimo nella mia Calabria». Così il presidente dell’ufficio giudiziario del Tribunale dei Minori di Bologna, Giuseppe Spadaro, competente sull’inchiesta della Procura di Reggio Emilia sui presunti casi di allontanamento forzato di minori dalle proprie famiglie e abusi in Val d’Enza, commenta la proposta a larga maggioranza della Commissione per gli incarichi direttivi del Csm per la nomina a procuratore per i minorenni di Roma. Per lui hanno votato i togati Piercamillo Davigo (Autonomia e Indipendenza) e Loredana Miccichè (Magistratura Indipendente), insieme con i laici Emanuele Basile (lega) e Fulvio Gigliotti (M5S). La minoranza – i togati Marco Mancinetti di Unicost e il presidente della Commissione Mario Suriano, di Area – hanno proposto un candidato alternativo, Giuseppina Latella, procuratore per i minorenni a Reggio Calabria, facendo leva sulla sua specifica esperienza e sulla maggiore anzianità professionale rispetto al concorrente. La decisione finale sarà presa dal plenum del Csm, ma i numeri per ora sono a favore di Spadaro.
Data la coincidenza con l’inchiesta in Val d’Enza, la notizia non ha mancato di suscitare scalpore, sebbene dalle parti del Tribunale dei Minori escludano qualunque relazione fra le indagini e l’ipotesi di trasferimento, richiesta sin dall’anno scorso e che potrebbe andare in porto nei prossimi mesi, comunque con tempi lunghi. Spadaro, 55 anni, è alla guida dell’ufficio giudiziario bolognese dal 2013: entrato in magistratura nel 1990, dal 2007 è stato a capo della sezione penale di Lamezia Terme, reggendo per un per un periodo l’intero tribunale. Per nove anni, era stato giudice minorile a Catanzaro. Dopo l’inchiesta “Angeli e Demoni”, il tribunale per i minorenni di Bologna, che ha competenza regionale, si è mosso per rivalutare situazioni che riguardano gli affidi. Nel caso di una famiglia in cui un bambino era stato collocato in un altro nucleo, era stato deciso di conferire la tutela non più ai servizi integrati della Val d'Enza, ma a un servizio sociale limitrofo. —
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