Muore travolta a Carpi, la figlia si laurea quattro giorni dopo: «La mia tesi è per la mamma»
Martina Morselli è la figlia 26enne di Barbara, istruttrice di nuovo investita a Carpi: «Dedico la tesi a lei, avrebbe voluto che continuassi nonostante le avversità»
CORREGGIO. «La mia tesi la dedico alla mamma. Lei avrebbe voluto che io continuassi lo stesso, nonostante le avversità. E così ho fatto, per continuare nel suo insegnamento ricalcando le sue orme».
Un inno alla vita nel momento più difficile della sua esistenza di giovane donna. E allo stesso tempo una scelta che trasmette speranza, costituisce un esempio e un faro per chi, come lei, si trova a vivere situazioni insormontabili in cui si crede di non avere la forza di andare avanti. Questa forza Martina Morselli, 26 anni, l’ha mostrata proprio come faceva la sua mamma: con la dolcezza del suo sorriso, ma con la grinta e la determinazione di chi non si arrende.
Martina ha perso la mamma, Barbara Alvisi, istruttrice 54enne di nuoto, dopo lo schianto di venerdì scorso in via Nuova Ponente a Carpi. La donna, che aveva lavorato anche in piscina Correggio, si è spenta domenica scorsa, quattro giorni prima della discussione della tesi di laurea della figlia, alla facoltà di Medicina di Parma.
Sono state ore difficilissime, chiaramente, quelle dopo l’incidente, per Martina e il suo papà Marco Morselli. Ma, grazie anche all’incoraggiamento costante del papà, Martina ha deciso di portare a termine il suo impegno di studio, giovedì, indossando la corona d’alloro e portando a casa un bel 110, il massimo dei voti. Martina si è laureata con una tesi su un particolare tipo di carcinoma. «L’anno prossimo deciderò la specializzazione – confida la giovane – La mamma avrebbe voluto così, che io ultimassi il mio percorso. Così ci ho pensato e, riflettendo, non ho avuto nemmeno un dubbio: la risposta giusta era nell’andare avanti».
La scelta di Martina è una grande lezione per tutti. «La mamma lascerà un grande vuoto – continua la giovane – Non posso che confermare tutto quello che è stato detto su di lei. Una persona dolcissima, gentile. La sua positività traspariva da ogni gesto».
Che Barbara fosse molto amata è stato evidente anche dal via vai inarrestabile in questi giorni alle camere ardenti dell’ospedale di Carpi. Qui, numerosissimi hanno stretto in un abbraccio i famigliari di Barbara.
«Continuerò a tenere accesa la memoria di mia moglie, lo farò cercando di praticare la stessa gentilezza che la rendeva così amata. Ho capito che questa qualità è molto apprezzata – aggiunge infine Marco Morselli – E Barbara ha continuato a essere gentile anche dopo la sua scomparsa. È stato trapiantato persino il suo cuore, un intervento che non è per niente facile. Era sanissima e ha potuto donare tutti gli organi. Vivrà negli altri».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
