Gazzetta di Reggio

Reggio

l’infezione nell’economia 

Salsi, Giovanni Vecchi e Costi a patti col clan

E.L.T.

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REGGIO EMILIA. Mirco Salsi voleva recuperare un credito ma per farlo si è rivolto a un affiliato della cosca attiva a Reggio. L’ex patron della Reggiana Gourmet - noto anche per il ruolo di dirigente della Cna - è stato condannato a 4 anni nel primo grado del processo Aemilia con l’accusa di tentata estorsione. Nel 2011 aveva consegnato un milione e 300mila euro a una donna, che doveva agevolarlo nell’assegnazione di un appalto per le mense delle carceri. Ma quando l’appalto sfumò Salsi per recuperare la somma si rivolse ad Antonio Silipo, con l’intermediazione del giornalista e affarista Marco Gibertini. Salsi fu però a sua volta vittima, come ebbe modo di dire in udienza, di ulteriori ritorsioni. Ma la sua storia è l’emblema dell’infezione causata dal clan all’economia compiacente, come scrivono i giudici nella sentenza. «La forza criminale del gruppo ed il suo metodo mafioso hanno rappresentato una vera e propria nuova risorsa per quella stessa grande imprenditoria reggiana (Salsi Mirco, Costi Omar) ed emiliana (Gibertini Gino), desiderosa di trovare facili e rapide soluzioni alla situazione di crisi economica in cui si erano venuti a trovare (Vecchi Giovanni) o, più frequentemente, di percorrere canali di recupero dei crediti più rapidi ed efficaci di quelli istituzionali dai quali non potevano ottenere identiche garanzie di successo e ai quali, talvolta, non potevano nemmeno accedere in ragione della natura illecita delle loro pretese». Ma quella che rappresentava un’efficace risorsa ha mostrato il suo vero volto, «palesandosi come il più feroce degli aguzzini». —

E.L.T.

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