Fuoristrada rubato a Barco usato per un furto a Cavezzo
Il custode di una ditta ha sorpreso i ladri in azione e li ha seguiti Il testimone: «Hanno anche tentato di tamponarmi». E ha fotografato l’auto
BIBBIANO. Da Barco di Bibbiano a Cavezzo, in provincia di Modena. Per ora, è questo che si sa degli spostamenti dell’auto rubata nel fine settimana tra il 13 e il 14 luglio scorso a Barco. Il proprietario, attraverso la compagna, ha lanciato un appello su Facebook, già condiviso svariate volte.. Si tratta di un Toyota 4Runner bianco targo Milano. Sul lunotto posteriore un adesivo: Team Reggio Fuoristrada. Non esattamente un veicolo che passa inosservato.
Eppure, questo hanno scelto i ladri che lo hanno portato via. Allo scopo di utilizzarlo per rubare. Ormai non ci sono dubbi.
La prova è la testimonianza di un tentato furto che è avvenuto a Cavezzo, nella Bassa modenese nei giorni scorsi. Il custode di una ditta, di notte, ha sorpreso i ladri che tentavano di rubare due rimorchi per auto. L’uomo non si è fatto intimorire. Ha preso l’auto, ha inseguito una delle tre auto, che poi ha tentato di speronarlo, fino in pieno centro del paese, quando ha dovuto desistere.
Una notte ad alta tensione per il custode della ditta di via di Vittorio, presa di mira da una banda specializzata, che voleva probabilmente utilizzare il bottino per il trasporto di altri automezzi, o per rivenderli sul mercato nero. A quanto è emerso, l’uomo, nel timore di qualche furto, aveva deciso di passare la notte in una delle roulotte nel piazzale della ditta. E infatti alle 2 passate di lunedì una banda è entrata in azione: ha cercato, non senza fatica, di caricare un rimorchio sull’altro, ma così facendo ha attirato l’attenzione del custode, che si è svegliato e si è subito messo in azione prendendo l’auto. «Ho notato – racconta – che di fronte all’ingresso della ditta c’era un suv con una persona a bordo. Ho fatto per avvicinarmi e quello è fuggito. L’ho inseguito in via Cavour, ha frenato più volte per farsi sorpassare. Ha anche tentato di tamponarmi. Quando ha svoltato in via Verdi, che è stretta e buia, ho preferito desistere e sono tornato in ditta. Da dove nel frattempo sono fuggite altre due auto, perché i ladri, anche per lo sforzo che hanno fatto per spostare i carrelli, dovevano essere almeno cinque o sei. E infatti avevano già smurato il cancello e l’auto che ho sorpreso aveva il gancio traino. Cinque minuti e se ne sarebbero andati con tutto». Ha fotografato il fuoristrada, scoprendo che è lo stesso rubato nel Reggiano. —
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