Indovina indovinello dal circo della politica «Stai con gli orchi o con i bambini?»
L’inchiesta sugli affidi nella Val d’Enza. Verità e strumentalizzazioni È Caso Rubli vs Caso Bibbiano (con le elezioni regionali in vista)
LA DOMENICA
segue dalla prima
Lobby gay. Ammazzamento programmato della famiglia tradizionale.
Fine della civiltà. Responsabile: il Pd.
RAPIDA E SEVERISSIMA
Noi siamo del fermo parere che se i gravissimi reati ipotizzati dalla Procura della Repubblica di Reggio Emilia dovessero essere appurati, i responsabili andranno puniti in modo esemplare.
Che la Giustizia sia rapida e severissima.
ATTACCO FINALE
Torno alla politicizzazione dei fatti (da appurare).
Il cannoneggiamento politico mira al Pd perché i fatti sotto inchiesta sono attribuiti all’antico sistema di servizi sociali strutturato ed egemonizzato da oltre 70 anni dallo stesso potere che nel Reggiano oggi sta chiuso in un forte.
Nella vulgata (che volgare è) Bibbiano dunque rappresenta Reggio Emilia che, a sua volta, raffigura l’ultima testa di ponte di un apparato ipertrofico, dentro l’Emilia Romagna.
Il territorio rosso irredento, che fra un niente di mesi sarà chiamato a votare per le regionali.
BIMBO ANCESTRALE
Or bene, di tale cianfrusaglia politica oppure di questa politica drogata, qui, in questo scritto, non mi importa nulla.
Va tenuta lontana.
Perché più che pensiero e azione politica, questa è una forma antropologica atavica di scontro.
Scava nelle nostre teste, drammatizza il subconscio collettivo evocando l’immagine ancestrale del bambino, dunque la nostra vulnerabilità alla commozione a partire dalla Strage degli Innocenti sino ai comunisti che mangiavano i bambini, dagli ebrei che sacrificavano fanciulli fino agli zingari rapitori di pargoli.
La storia rigurgita di mitizzazioni nere della violenza sull’infanzia, con fini strumentali.
Esiste ormai un album iconografico sugli affidi in Val d’Enza: foto, disegni, vignette, manifesti e le immancabili fake news che piegano i fatti trapelati dall’inchiesta alla fibrillazione dell’emozione, della rabbia, della condanna sommaria.
ANCHE LA SEA WACHT
Ad esempio l’illustratore Mario Improta in arte Marione dedica alla questione una scenetta che collega l’inchiesta reggiana all’avventura di Carola Rackete.
Marione introduce il disegno con “Nel frattempo a Bibbiano...”.
Una strega tricolorata si affaccia da una sede del Pd e accoglie due piccoli tremanti con questo invito: “Entrate bambini, noi siamo quelli buoni, quelli che stanno con la capitana”.
L’immaginario automatico oltre a rimbalzare sulla Sea Watch e sulla “invasione africana”, riporta al sacco, al pentolone, alla gabbietta, agli ossicini di pollo che popolano la formazione infantile sulle favole noir.
È poi facile incappare nell’illustrazione che reca il marchio di Forza Nuova.
Propone una donna (sulla guancia ha il segno multicolore degli omosessuali) che sta divorando un neonato.
Il testo: “Lobby Gay toglie i bimbi alle famiglie. Il mostro arcobaleno vuole i vostri figli in pasto. Ricordàtelo”.
L’elaborato rimanda e ricalca i manifesti della Repubblica Sociale di Salò con finalità anti-sovietica.
“Papà salvami”, “Madri italiane, il mostro rosso vuole il vostro sangue. Ricordatelo”.
C’è invece chi lavora con le fotografie.
Sul profilo Facebook del già citato Di Maio è apparsa la fotografia del primo cittadino bibbianese, agli arresti domiciliari e autosospeso.
Scritte di cornice: “Arrestato. Andrea Carletti, sindaco di Bibbiano (Re). ‘Affari con i bimbi tolti ai genitori’”.
E c’è chi nella foga ha fatto un pasticcio scrivendo: “Ecco a voi Elena Boschi con il sindaco di Bibbiano, tristemente agli onori delle cronache con l’arresto per gli abusi perpetrati a danni dei minori... e nell’intelligentia del Pd dicevano di non conoscerlo, che miserabili bugiardi!”.
L’autore ha postato la foto del segretario regionale dei democratici, Paolo Calvano, che ora promette querele a pioggia.
IDENTICO CODICE
Da quest’ultimo quadretto cavo quattro parole: “dicevano di non conoscerlo”. È l’identico codice che fino a qualche ora fa è stato applicato dal Pd al leader della Lega che sdegnato affermava di non sapere che ci facesse Gianluca Savoini ai summit con Putin.
“Dicevano di non conoscerlo”.
Cioè, il Pd insiste sul Caso Rubli? Orbene, la Lega infierisce sul Caso Bibbiano. Rubli vs Bibbiano.
Normale?
Direi di no. Che si sgonfi o no, il Caso Rubli è decisamente politico, riguarda viaggi, relazioni, opportunità, uomini con responsabilità politiche o il loro sottobosco, registrazioni e trascrizioni di trattative, e la corruzione internazionale come ipotesi di reato.
Che si sgonfi o no, il Caso Bibbiano è sconcertante, irto di responsabilità personali, amministrative e professionali e sta diventando un pretesto per invocare la demolizione dell’impianto e della stessa concezione del servizio sociale.
Il Pd è così infiacchito, afono, disorientato da tacere, non reagire, sventolare denunce.
Il nuovo armamentario del confronto politico lo sorprende impreparato, balbettante.
E la voce del segretario provinciale Andrea Costa (“Accertare la verità, perseguire i responsabili, risarcire i bimbi e le famiglie”) è un flebile appello rispetto al circo che balla intorno a Bibbiano.
Paese che dovrebbe tutelare in sede giudiziaria la sua immagine, contraffatta.
Il circo, infine, tira in ballo il sistema mediatico che è accusato di tacere, non vedere, coprire i fatti.
IN PRIMA PAGINA
C’è chi pretenderebbe di ritrovare in prima pagina, tutti i giorni, cronache, sviluppi, le facce dei responsabili, conclusioni patibolari (la forca cartacea o online).
Il caso è nella fase d’indagine, è coperto da segreto istruttorio, la vicenda non è dinamica ma fissa situazioni avvenute.
Tutti i giorni, quindi, non può delinearsi un nuovo colpo di scena, lo scandalo dello scandalo (ce n’è abbastanza).
Piuttosto la vicenda è in evidenza sine intervallum: la narriamo con costanza per ciò che documentatamente sappiamo, cerchiamo, scriviamo.
L’indovinello che eccita tanti cittadini e parecchia speculazione politica “con gli orchi o con i bambini?” è un non senso, un’abnormità. Preferisco, preferiamo, il dilemma impaziente “E allora la Giustizia?”.
Stefano Scansani
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