Dalla visita regale al primo articolo di Ercole Leurini
Ci fu un tempo, negli anni Sessanta, in cui la Gazzetta di Reggio dimostrava simpatia e una certa nostalgia per i Savoia, l'ex-famiglia regnante che riempiva le cronache rosa dei rotocalchi, al punto da pubblicare con un certo rilievo il racconto di una fortuita visita all'ultimo sovrano, Umberto II, costretto all'esilio nel 1946 dopo la proclamazione della Repubblica. In realtà quella Gazzetta di Reggio non era l'attuale quotidiano, che è nato nel 1981 ereditando soltanto la testata del suo antico predecessore, fondato nel 1860 e chiuso intorno al 1977. Tra i suoi collaboratori di spicco aveva un professore delle scuole medie, Carlo Bertoldi, che nell'estate 1967 incontrò il suo ex-alunno Ercole Leurini, allora studente universitario, ascoltando da lui con interesse il resoconto di un'udienza concessagli da Umberto di Savoia. Immediatamente gli propose di renderne edotti i lettori con un articolo, che fu pubblicato dalla Gazzetta di Reggio tra gli "Appunti di viaggio". Leurini si è poi dedicato dopo la laurea sia all'insegnamento nelle scuole superiori sia al giornalismo stampato e televisivo sia all'attività cultural-teatrale alla quale continua ad applicarsi con le migliori energie. Nel 2013 ebbe un colloquio telefonico con Gino Badini nello stesso giorno, il 24 settembre, in cui il direttore dell'Archivio di Stato fu stroncato da un infarto. «Prima di andarsene – ricorda commosso Leurini – l'amico Badini mi aveva chiesto di aprire il mio archivio di incontri. Ora esaudisco quel suo ultimo desiderio e ripropongo il reportage che scrissi nel 1967 dopo un viaggio sulla Costa Azzurra. Là avevo saputo che l'ex-re Umberto stava soggiornando in una villa di Mandelieu. Chiesi di essere ricevuto e ottenni un appuntamento. Al ritorno a Reggio scrissi su invito di Bertoldi questo articolo, il primo della mia carriera». —
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