Gazzetta di Reggio

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botta e risposta Pd-M5s 

Scontro in Regione sui fondi alle associazioni indagate

La Sensoli accusa Bonaccini per 17mila euro al progetto “Sono tutti figli nostri”  ma Manghi (Pd) replica citando 195mila euro grillini in Piemonte

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bibbiano. «Il presidente Bonaccini vuole finalmente rispondere ai cittadini sul “caso Bibbiano” o continuerà solo a minacciare di querela chi fa domande sulle responsabilità della Regione Emilia-Romagna?». A dichiararlo in una nota è Raffaella Sensoli, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, commentando la notizia di un contributo regionale di 17mila euro affidato il 24 giugno 2019 per il progetto “Sono tutti figli nostri” dell’associazione “Sinonimia teatro cultura e bellezza” di Fadia Bassmaji, operatrice culturale attualmente indagata nell’inchiesta Angeli e Demoni. «Questi 17mila euro – prosegue la Sensoli – così come i contributi ricevuti in passato (nel 2018 furono 15.000 euro), dovrebbero essere restituiti alla Regione e attribuiti a chi veramente ha a cuore solo il bene di bambini in difficoltà. Depositeremo un’interrogazione per chiedere cosa intenda fare la Giunta in merito».

La risposta alla grillina è arrivata però già ieri da parte di Giammaria Manghi, sottosegretario alla presidenza della Regione: «Siamo di fronte a un bando pubblico, una procedura aperta e trasparente che ha portato a una graduatoria finale e all’assegnazione di contributi a soggetti che hanno evidentemente rispettato i requisiti richiesti. Fra essi, un’associazione culturale che in quanto tale non ha nulla a che vedere con l’inchiesta sui minori in Val d’Enza. Come sempre avvenuto, se la situazione dovesse cambiare e di fronte a elementi nuovi, la Regione si attiverebbe per tutelarsi, a partire dal recupero della somma».

Al momento però, prosegue l’ex presidente della Provincia di Reggio Emilia, le parole della Sensoli «ci dicono che siamo di fronte solo all’ennesimo tentativo di lucrare qualche voto. Un atteggiamento che si commenta da solo, visto che si parla di fatti che, se accertati dalla Magistratura, sarebbero inauditi e inconcepibili, ma che già ora rappresentano un dramma per le famiglie coinvolte».

Manghi passa poi al contrattacco, ribadendo di non accettare «lezioni di morale dai 5 Stelle i quali, peraltro, ci devono ancora spiegare perché in Piemonte versarono un contributo di 195mila euro direttamente all’associazione Hansel e Gretel, al centro dell’inchiesta sulla Val d’Enza, e che vedono una consigliera comunale di Reggio Emilia pentastellata, avvocatessa, essersi dimessa per difendere una delle persone indagate nell’inchiesta condotta da Procura».

Come Regione, conclude Manghi, «ribadiamo che ci costituiremo parte civile in quanto parte lesa e la massima fiducia nel lavoro degli inquirenti, auspicando che si arrivi rapidamente all’accertamento dei fatti e, nel caso, a pene severe. Ricordo che la Giunta regionale ha istituito una Commissione tecnica che valuti l’intero sistema di tutela dei minori, individui eventuali falle e distorsioni e avanzi proposte che rafforzino i meccanismi a protezione dei più piccoli». —

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