Gazzetta di Reggio

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consulenze nel mirino 

Ama, la gestione di Bagnacani davanti alla Corte dei Conti

Roberto Fontanili

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Non si è chiusa con il licenziamento da parte della sindaca Virginia Raggi la querelle tra il Comune di Roma e l’ex presidente e ad di Ama (azienda rifiuti di Roma), il manager reggiano Lorenzo Bagnacani, sollevato dal suo incarico nel febbraio scorso. L’azienda rifiuti ha chiesto alla Procura di avviare un’indagine per accertare eventuali danni erariali causati dal vecchio cda per una serie di consulenze esterne per un importo di circa mezzo milione di euro.

Secondo quanto riportato dal Fatto Quotidiano il nuovo cda di Ama presieduto da Luisa Melara – che appena insediata ha inviato, su richiesta del Campidoglio, un documento alla Corte dei Conti per chiedere di accertare eventuali danni erariali causati dalla precedente amministrazione con l’addebito ai responsabili – ha compiuto nei giorni scorsi un ulteriore passo chiedendo alla Procura di indagare «a tutela degli interessi dell’azienda sulla precedente gestione».

Anche in questo caso la richiesta del nuovo cda di Ama è legata all’esistenza di eventuali danni erariali causati dai precedenti amministratori. Il nodo del contendere è relativo alle consulenze esterne, a suo tempo richieste dall’allora presidente Bagnacani, anche sul documento contabile poi bocciato dalla Raggi e che portò all’allontanamento del manager e alle dimissioni dell’assessore, anch’essa reggiana, Pinuccia Montanari.

Lo scontro tra il Comune e Bagnacani, sfociato nella revoca del cda di Ama, era legato all’approvazione del bilancio che per l’Azienda era in attivo, mentre per il Comune avrebbe dovuto essere in passivo. La questione riguardava in particolare i 18 milioni di euro di crediti per i servizi cimiteriali vantati dall’azienda nei confronti del Comune. Cifra che avrebbe consentito all’azienda di chiudere l’esercizio in attivo.

Per il Comune di Roma invece tali crediti erano da considerarsi inesigibili con il risultato che il bilancio avrebbe dovuto chiudere in passivo. Di fronte alla decisione del Comune il manager reggiano decise di denunciare le pressioni ricevute dalla sindaca Raggi per chiudere il bilancio in passivo, portando in Procura anche l’audio di una serie di colloqui tra i due.

Ora si apre una nuova fase, con la richiesta alla Procura di indagare, mentre il bilancio contestato dal Comune deve ancora essere approvato e il presidente della Regione Nicola Zingaretti ha fissato per il prossimo 5 agosto la data ultima per la sua definitiva approvazione. —



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