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Anm, è partita l’istruttoria a carico di Morlini

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REGGIO EMILIA. Anche a carico del giudice reggiano, Gianluigi Morlini, è partita l’istruttoria dei probiviri dell’Associazione nazionale magistrati sui magistrati coinvolti nel cosiddetto “scandalo delle nomine” emerso dalle intercettazioni dell’inchiesta di Perugia. Inchiesta che vede tra gli indagati l’ex presidente dell’Anm, Luca Palamara, che intanto è stato sospeso dalla Sezione disciplinare del Csm dalle sue funzioni di sostituto procuratore a Roma e dallo stipendio.

Palamara è stato convocato dai probiviri dell’Anm per il 22 ottobre. Stessa data anche per gli altri partecipanti a quegli incontri in cui si discuteva dei futuri assetti delle procure, compresa Roma, alla presenza del deputato dem Luca Lotti, imputato dai pm della capitale nell’ambito dell’inchiesta Consip.

La convocazione riguarda dunque anche Cosimo Ferri, componente della Commissione Giustizia della Camera e magistrato in aspettativa. E gli ormai ex consiglieri del Csm Luigi Spina, indagato a Perugia per rivelazione del segreto d’ufficio, Corrado Cartoni, Antonio Lepre e il reggiano Gianluigi Morlini.

Chiamato a presentarsi il 22 ottobre anche il consigliere del Csm ancora in carica Paolo Criscuoli.

Per quanto riguarda la posizione del reggiano Morlini, non indagato, si è sempre difeso da qualunque accusa, ribadendo in più di una circostanza la correttezza del suo operato, ma si è prima autosospeso e poi dimesso dopo la notizia del procedimento disciplinare a suo carico e degli altri tre togati che, come lui, si erano autosospesi per la vicenda degli incontri tra politici e magistrati sui futuri assetti delle procure.

A inizio giugno, il plenum del Csm ha inoltre preso atto delle sue dimissioni da consigliere e lo ha assegnato al tribunale di Reggio Emilia con lo stesso ruolo che ricopriva prima di approdare a Palazzo dei marescialli.

Ormai ex presidente della Quinta Commissione che si occupa delle nomine ai vertici degli uffici giudiziari, in relazione allo scandalo Morlini ha sempre sostenuto che «ciascuna delle decisioni è stata da me presa in piena coscienza ed in perfetta autonomia, senza condizionamento alcuno dalla politica, dall’esterno o da chicchessia; e si tratta tra l’altro di decisioni distoniche rispetto a pretesi accordi raggiunti al di fuori dell’attività consiliare di cui si parla in alcuni articoli di stampa». —

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