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Gilet e ultracattolici alla fiaccolata Insulti ai bibbianesi

Leonardo Grilli
Gilet e ultracattolici alla fiaccolata Insulti ai bibbianesi

Porte e finestre chiuse durante il corteo. L’urlo: siete collusi! È la stagione di Forza Nuova, Casa Pound, Mab, ex Forconi

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Dal parco Manara fino all’ingresso del municipio di Bibbiano, sabato sera un migliaio di persone hanno partecipato alla fiaccolata per far sentire la loro voce dopo lo scandalo sugli affidi in Val d’Enza provocato dall’inchiesta Angeli e Demoni. Un corteo che nelle intenzioni degli organizzatori avrebbe dovuto essere apartitico e apolitico ma che, invece, è stato invaso e dominato da un solo colore: quello degli ultracattolici reggiani e italiani.

fra sacro

Non a caso una delle cronache più minuziose, fra dirette Facebook e articoli online con titoli quali «Tutto ciò che i media non hanno detto sulla fiaccolata», è opera di Radio Spada, il gruppo reggiano di cattolici radicali e anti-Bergoglio già noto per le messe di riparazione contro i gay pride.

A moderare gli interventi davanti al municipio è stata Laura Asia Crupi, che sul suo profilo Facebook è una convinta promotrice degli articoli di Radio Spada quali «Affidi a Reggio Emilia: militanza gay per riprogrammare i bambini?» e di frasi come «meritate la pena di morte dopo un lunghissimo periodo di torture... Tutto questo mi lacera il cuore...» (in riferimento ai genitori di un bambino morto a Novara per i maltrattamenti subiti) o «Alberto Nicolini. Presidente Arcigay Reggio Emilia. Comincio ad essere insofferente. #moriretepazzi #omertosi» (in riferimento a un like, lasciato da Nicolini su Facebook, a un commento polemico sui fatti di Bibbiano). A parlare sul palco, oltre ad alcuni genitori che hanno raccontato le loro storie, si sono susseguiti Lorenzo Roselli, sempre di Radio Spada, e il reggiano Giuliano Braglia, che sempre sui suoi due profili social scrive: «Da Radio Spada mi dividono molte cose ma si sono dimostrati agguerriti e intelligenti sulla questione degli affidi», oppure «Auto estinzione etnica, i futuri italiani si chiameranno Mohammed e Meriem?», in riferimento a un articolo sul calo demografico.

A parlare alla platea anche Cristiano Lugli, a nome di “Renovatio21”. L’associazione culturale che «difende la Vita come miracolo irripetibile e divino, e difende la Civiltà come culla terrestre della Vita. Renovatio 21 si pone come obiettivo necessario la ricostruzione della mente cattolica, e la creazione di uno Stato cristiano». Fra papisti, anti Bergoglio e membri della onlus “Famiglie separate cristiane”, al corteo c’era però anche una mescolanza più “atea”.

e profano

Tra il migliaio di persone che hanno manifestato alla fiaccolata di sabato pochissimi provenivano da Bibbiano e zone vicine. La maggioranza dei partecipanti è venuta da diverse zone d’Italia e da diversi ambienti.

C’erano militanti di Forza Nuova, alcuni rappresentanti dei no-vax principalmente lombardi, un ex generale dei carabinieri in pensione, ex Forconi, e ora capo dei Gilet arancioni che arrivava da Napoli, un consigliere della Lega di Casalecchio di Reno, un movimento di papà da Roma, gruppi dal Veneto e organizzatori di processioni riparatorie contro i gay pride. Precedentemente era stati a Bibbiano esponenti di Forza Nuova, Casa Pound, Manipolo Avanguardia Bergamo, Lealtà e Azione, tutti gruppi di matrice di estrema destra o neofascisti.

«Bibbianesi collusi»

Travolti da uno scandalo cavalcato dalla politica, la maggioranza dei bibbianesi è ancora schierata con il sindaco Carletti . Un atteggiamento di repulsione verso la fiaccolata che ha spinto diversi cittadini a chiudere porte e finestre al passaggio dei manifestanti, provocando la rabbia dei fiaccolatori: «Bibbianesi dove siete? – hanno urlato dal corteo in marcia – Aprite le finestre! Siete collusi». —



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