Maltrattò la moglie: la procura indaga Foti
La donna (coindagata per gli affidi) in un’intercettazione si lamentò con le amiche. Il difensore: «Mai nessuna denuncia»
Nuovi guai per Claudio Foti. Lo psicoterapeuta della onlus torinese Hansel e Gretel, coinvolto nell’inchiesta della procura di Reggio Emilia su presunti affidi illeciti di minori nella Val d’Enza, è indagato anche per maltrattamenti in famiglia. Un reato rilevato però a margine del caso Bibbiano, inchiesta che invece prosegue e vede in queste ore l’invio di nuove richiese di revisione delle misure cautelari da parte dei 27 indagati, tra i quali psicoterapeuti che chiedono di poter tornare al lavoro almeno in ambito privato.
L’INTERCETTAZIONE
La vicenda sui presunti maltrattamenti in famiglia da parte di Foti è la novità di queste ore e vede la procura reggiana contestargli questo nuovo reato perché captato durante un’intercettazione della moglie, Nadia Bolognini, coindagata con il marito nell’inchiesta «Angeli e Demoni» sulle presunte irregolarità nell’affido di minori. I coniugi erano sotto osservazione da parte degli investigatori, entrambi poi destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari eseguite il giugno scorso. Domiciliari revocati però pochi giorni fa a Foti con la sostituzione dell’obbligo di dimora nel Comune di Pinerolo (per lui rimane il divieto di lavorare per la pubblica amministrazione), come disposto dal tribunale del Riesame di Bologna dopo l’istanza presentata dai suoi difensori.
NESSUNA DENUNCIA
La moglie - che per ora resta ai domiciliari ma in un’abitazione diversa dal coniuge - non avrebbe mai sporto denunce per maltrattamenti in famiglia, rilevati invece dagli investigatori reggiani mentre indagavano sul caso Bibbiano. Secondo la versione di uno dei legali del celebre psicoterapeuta torinese, l’avvocato Girolamo Coffari, il reato sarebbe stato contestato sulla base quindi delle lamentele intercettate in una dialogo tra Bolognini e alcune amiche. «Non è stata presentata alcuna denuncia da parte della moglie - ha fatto sapere ieri l’avvocato Coffari - e non ci sono state aggressioni fisiche né insulti nei confronti dei famigliari. Il mio cliente ha perso la pazienza in un paio di occasioni e ha rotto dei piatti, se lo ricorda. Un sfogo: poi si sono riconciliati. Penso che questa accusa sarà archiviata».
NUOVI RICORSI
Intanto Andrea Carletti, sindaco di Bibbiano finito ai domiciliari nell’inchiesta «è provato ma è molto determinato, perché ha sempre agito nella piena correttezza», ha ribadito ieri il suo difensore, l’avvocato Giovanni Tarquini. Carletti è accusato di abuso d’ufficio e falso ideologico, ed è stato sospeso dalle sue funzioni dal Prefetto di Reggio in virtù della Legge Severino - si è anche autosospeso dal Pd - ma resta per ora ai domiciliari. Il difensore sta preparando una corposa memoria difensiva «e la depositeremo nei prossimi giorni alla procura di Reggio e al gip Luca Ramponi. In seguito, potremo chiedere la revoca dei domiciliari». Altri psicoterapeuti stanno chiedendo al gip la modifica della misura. Per Sarah Testa, psicoterapeuta torinese che ha lavorato a Bibbiano, gli avvocati Francesca Guazzi e Federico De Belvis hanno chiesto di ridurre all’ambito pubblico l’inibizione di esercitare l’attività professionale per sei mesi. «La richiesta - fanno sapere i legali - è che possa a tornare a lavorare da privata e con privati in attesa di eventuale giudizio». —
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