Gazzetta di Reggio

Reggio

largo marco gerra 

Nel garage interrato la polizia scova 52 chili di hascisc in ovuli e panetti

Ambra Prati
Nel garage interrato la polizia scova 52 chili di hascisc in ovuli e panetti

Nuovi guai per il meccanico marocchino Hadiri Azeddine Scoperto un altro deposito dove deteneva stupefacenti

3 MINUTI DI LETTURA







Di chili in chili. Già dietro le sbarre per essere stato pizzicato, il 23 aprile scorso, con 221 chili di hascisc, 3 chili e mezzo di cocaina in sasso e sette etti abbondanti di marijuana, a distanza di quattro mesi la polizia di Stato ha scoperto che il titolare dell’autofficina Super Car di Mancasale aveva in sua disponibilità un box auto in un altro luogo rispetto alla sua residenza.

La perquisizione del garage seminterrato, sotto a una palazzina in Largo Marco Gerra in zona Foro Boario, ha consentito di fare bingo: all’interno c’erano 52 chili di hascisc in panetti e in ovuli. Sabato scorso la Squadra Mobile ha chiuso il cerchio sull’indagine portata avanti con perseveranza. Si aggrava quindi la posizione di Hadiri Azeddine, marocchino di 51 anni, incensurato, regolare, con permesso di soggiorno, un (ex) lavoro da meccanico ed una famiglia.

Un insospettabile, che ieri si è visto recapitare, al carcere della Pulce dov’è detenuto, un verbale di sequestro per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, con l’aggravante dell’ingente quantità. Aggravante che stavolta, a differenza della prima convalida – quando il Gip Luca Ramponi aveva giudicato due quintali di hascisc non ingenti in rapporto alla piazza nostrana – non dovrebbe cadere. Ed il secondo sequestro sarà considerato, dal punto di vista giudiziario, in continuità con il primo.

Fogli scritti a mano, con nomi e cifre corrispondenti, erano stati rinvenuti in aprile, al momento del blitz all’autofficina di via Pervilli. Seguendo quella traccia, gli investigatori della Squadra Mobile hanno continuato a scavare, apprendendo di recente che il 51enne, abitante in via Gian Battista Isacchi nel quartiere del Carrozzone, aveva affittato un garage in Largo Gerra. Sospettando che potesse trattarsi di un altro deposito di droga, i poliziotti hanno convocato il proprietario del box, un reggiano (risultato estraneo alla vicenda) che ha riferito di aver stipulato con Azeddine un regolare contratto di locazione nel 2014, della durata di quattro anni rinnovabili. La perquisizione è stata eseguita alla presenza del locatore, ma davanti alla porta i presenti hanno scoperto che il 51enne aveva cambiato la serratura, all’insaputa del padrone di casa, perciò è stato necessario forzare l’ingresso. Quando la porta si è aperta, gli agenti si sono trovati davanti a una montagna di hascisc. All’interno di scatoloni di cartone, ma anche di borsoni da supermercato ricoperti da indumenti, c’era un totale di 52 chili di hascisc: 675 ovuli del peso di quasi 7 chili, altri 475 ovuli in sacchetti di plastica trasparente del peso di 4 chili, 5 confezioni in buste sottovuoto di panetti da 31 chili, altre 15 confezioni di panetti da 8 chili, 10 panetti da un chilo. Una quantità che al dettaglio, secondo la polizia, avrebbe fruttato almeno 150mila euro. Ora si attendono le analisi di laboratorio per stabilire il principio attivo dell’hascisc e la sua qualità.

Le indagini proseguono per capire la provenienza dell’hascisc (e in quale modo, poiché la confezione in ovuli, non usuale per l’hascisc, farebbe pensare ad un trasporto con ingerimento) e per stabilire se Azeddine lavorasse in proprio o per una organizzazione. Quest’ultima eventualità è ritenuta la meno probabile: se avesse avuto dei complici il 51enne avrebbe provveduto a far spostare la “riserva” di droga. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google