Scandalo affidi: in duecento a Bibbiano per Matteo Salvini: "La gente sapeva ma nessuno denunciava"
BIBBIANO. Carabinieri e polizia hanno blindato la piazza davanti al municipio di Bibbiano, dove è arrivato alle 15.29 il vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini. Il leader della Lega, con un post su Facebook, ha tenuto fede alla sua promessa di visitare il paese reggiano a seguito dello scandalo affidi in Val d'Enza e dell'inchiesta Angeli e Demoni della procura.
Ad ascoltare il vicepremier, raccolte dietro le transenne e una cinquantina di uomini delle forze dell'ordine, circa duecento persone. Salvini, prima di salire sulle scalinate che portano all'ingresso del municipio, si è intrattenuto con alcune madri arrivate a Bibbiano per incontrarlo.
"C'è una inchiesta in corso e non mi voglio sostituite alla procura - ha esordito Salvini - ci sono 27 indagati e tutto è partito da 31 denunce per abusi tutte archiviate, ma nonostante questo i bimbi non sono mai stati restituiti e in qualche caso assegnati ad amiche delle amiche delle amiche. E' una vergogna chi fa business sulla pelle dei bambini".
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Alcuni degli arrestati, ha proseguito il viceministro "venivano pagati teoricamente per difendere famiglie e bambini e spero che vengano beccati uno per uno tutti i falsi assistenti sociali che sono delinquenti. Per rispetto di chi fa bene il proprio lavoro, stesso principio applicato con la legge sulle telecamere negli asili e nelle case riposo".
In merito alla scelta di recarsi a Bibbiano, ha spiegato ancora il vicepremier, "ho deciso ieri sera perchè lo sentivo troppo forte, mi sono detto devo andare. Anche perchè dietro queste 31 denunce ci sono mamme, papà e bambini di 6 anni, 8 anni, 12 anni che quando finisce tutto dio non voglia saranno stati condizionati e avranno dei genitori un ricordo che non è quello che dovrebbero avere".
Infine, ha concluso Salvini nel suo intervento sui gradoni del municipio di Bibbiano, "vi do la mia parola che non avrò pace fino a che l'ultimo bambino sottratto ingiustamente non tornerà a casa da mamma e papà. Bibbiano non merita di essere conosciuto come la comunità degli orchi".
Sollecitato dalle domande dei giornalisti, Salvini ha poi aggiunto: "Quello che è successo a Bibbiano non è un caso isolato. Qui tanta gente mi ha detto che si sapeva, ma nessuno aveva il coraggio di denunciare, e per questo ringrazio i carabinieri che hanno indagato. Chi sa anche in altre città italiane parli, spero nessuno stia più zitto per paura".
La Meloni. Salvini non è il primo leader della destra reggiana a visitare Bibbiano dopo il 27 giugno, giorno in cui sono scattati gli arresti per alcuni degli indagati nell'inchiesta, fra i quali lo stesso sindaco del Comune reggiano, Andrea Carletti. Prima di Salvini, a inizio luglio, si era presentata Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, che aveva esordito in questo modo: «Qualora fosse accertata la colpevolezza degli indagati chiediamo condanne esemplari per reati ben più gravi di quelli contestati attualmente: la tortura e il sequestro di persona».
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I casi sotto esame. Attualmente sono circa settanta i casi e le segnalazioni arrivate e gestite dal servizio sociale della Val d’Enza al centro degli approfondimenti disposti dal presidente del tribunale per i Minorenni di Bologna, Giuseppe Spadaro, a seguito dell’inchiesta Angeli e Demoni e dello scandalo affidi.
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Il tribunale, al momento, ha messo sotto esame tutte le pratiche degli ultimi due anni, d’intesa con la procura di Reggio Emilia. accertamenti Se da una parte i controlli disposti da Spadaro sono doverosi, alla luce di quanto sta emergendo dalle indagini, dall’altro non risultano al momento nuovi fascicoli aperti oltre ai sei casi finiti nell’inchiesta della Procura.
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L’ufficio giudiziario sta facendo chiarezza su tutte le segnalazioni arrivate dal servizio della Val d’Enza e tutti i casi sono stati affidati a un differente servizio sociale, conferendo anche incarico a consulenti e periti per far luce su ogni situazione e riesaminare le precedenti risultanze dei servizi sociali sotto inchiesta.
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Bambini riconsegnati alle famiglie. Il lavoro dei giudici del tribunale dei Minori di Bologna intanto prosegue al punto che per quattro bambini sui sei inseriti nell’inchiesta Angeli e Demoni c’ è già stato un lieto fine: i loro casi sono stati riesaminati dai giudici di Bologna ed è stato deciso il ricongiungimento con le famiglie di appartenenza.
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Su chi siano questi bambini ovviamente, per tutelare i minori, vige il massimo riserbo ma tanto le segnalazioni, quanto i ricongiungimenti, sono avvenuti prima del 27 giugno, giorno in cui è deflagrata l’inchiesta e sono scattati gli arresti.
Il sindaco Carletti. Nel frattempo Andrea Carletti si dice pronto a dimostrare la sua innocenza e presto presenterà ricorso. Questa la sintesi del discorso di Giovanni Tarquini, avvocato del sindaco (sospeso) di Bibbiano ancora agli arresti domiciliari con l’accusa di falso ideologico e abuso d’ufficio nell’inchiesta Angeli
e Demoni.
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«Carletti dimostrerà l’infondatezza delle accuse che lo riguardano – spiega Tarquini – è totalmente ingiusta e strumentale la pesantissima campagna mediatica che si è scatenata contro di lui e contro un intero sistema, con persone che occupano ruoli di alto livello che senza conoscere le carte processuali si lasciano andare a considerazioni e commenti quantomeno impropri».
Il riferimento del legale è alle numerose dichiarazioni rilasciate, soprattutto sui social, da politici anche di massimo livello, da Salvini a Di Maio. «Che si faccia chiarezza nel processo e che si rispetti il diritto di difesa e la presunzione di non colpevolezza – ribadisce l’avvocato di Carletti – e questo nell’interesse prima di tutto dei più piccoli, la cui tutela è stata sempre e solo l’obiettivo e la finalità del mio assistito e di tutti quelli che insieme a lui, in modo collegiale, hanno dato vita al servizio oggi sotto accusa».
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Il legale, assieme al suo assistito, sta terminando di raccogliere le memorie difensive. Quindi presenterà ricorso. Per quanto riguarda invece la recente guerra a suon di querele iniziata dal Pd nei confronti di chi, soprattutto sui social, diffama il partito accostandolo impropriamente ai fatti di Bibbiano, anche Carletti (per adesso ancora autosospeso dal Pd) potrebbe muoversi sulla stessa scia in un prossimo futuro.
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«La campagna mediatica che c’ è stata ha travolto Carletti in un modo indegno – ribadisce Tarquini – ed è chiaro che chi ha fatto certe affermazioni deve assumersi le sue responsibilità. Sarà lui a valutare come agire nei confronti di certe frasi fuori dalle righe». Il sindaco comunque, conclude il legale, « è provato ma energico e combattivo, sostenuto dalla sua coscienza pienamente pulita».
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