Spadaro alla Procura di Roma Si accende la polemica al Csm
La corrente Area protesta per la decisione della commissione incarichi di proporre al plenum il magistrato ora a Bologna
REGGIO EMILIA. «Una decisione che sconcerta e che contrasta con tutte le proposte di riforma dei criteri di nomina dei direttivi che, a seguito dei gravi e recenti scandali che hanno travolto il Csm, sono state da più parti affacciate». Le toghe progressiste di Area protestano per la decisione della maggioranza della Commissione per gli incarichi direttivi del Csm, di proporre al plenum la nomina a procuratore dei minorenni di Roma di Giuseppe Spadaro, presidente del Tribunale per i minorenni di Bologna (l'ufficio al cui vaglio c'è l'inchiesta sugli affidi illeciti di Bibbiano); e di preferire dunque il magistrato alla candidata della minoranza, Giuseppina Latella, che ha già ricoperto lo stesso incarico da assegnare a Reggio Calabria e Messina. Latella, fa notare il Coordinamento di Area, ha «maturato ampia e riconosciuta esperienza nel settore requirente minorile», mentre Spadaro «non ha mai svolto funzioni requirenti, ma solo quelle giudicanti», e ha una maggiore anzianità di oltre cinque anni del suo concorrente. E c'è un «evidente contraddittorietà» della decisione anche rispetto alle regole attuali sugli incarichi Direttivi. Un fatto che espone la scelta «al rischio di contenzioso, e alle conseguenti polemiche circa il non corretto esercizio del potere discrezionale del Consiglio in materia di nomine». «Dopo gli scandali recenti, i magistrati italiani si attendono una particolare attenzione e un'accresciuta sensibilità in tema di trasparenza delle nomine e di scrupolosa osservanza dei criteri decisionali - afferma Area - nella convinzione che quel deciso cambiamento di passo richiesto, in primis dal Presidente della Repubblica, non possa altrimenti in nessun modo concretizzarsi». —
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