Affidi, Salvini a Bibbiano «Niente pace se i bimbi non torneranno a casa»
Il ministro contro gli indagati: «Il posto giusto per questa gente è la galera» Ma chiede rispetto per i bibbianesi e assolve il Pd: «Schifezza ma non di partito»
. «Quando ho letto le ultime notizie ieri sera ho sentito il richiamo troppo forte e mi sono detto “Devo andare”». Matteo Salvini tratta la questione affidi come una priorità. Lo fa il giorno dopo in cui è arrivata la notizia che alcuni dei bambini legati all’inchiesta della Procura reggiana sono ritornati nelle famiglie naturali. Un’impellenza anticipata poco prima tramite i social («Sarò alle 15 a Bibbiano da papà e da ministro») sulla quale avverte: «Non mi darò pace fino a quando l’ultimo bambino in Italia sottratto ingiustamente alla propria famiglia non tornerà a casa da mamma e papà». Ha riportato così dalla piazza virtuale a quella pubblica la già rovente polemica politica esplosa con l’emersione dell’inchiesta «Angeli e Demoni» che sembra aver ormai bollato Bibbiano. Lo scandalo su presunti affidi illeciti, nato in sede giudiziaria - al centro ci sono i servizi sociali della Val d’Enza - tiene banco ormai da un mese su scala nazionale e ha visto ieri assieparsi dietro le transenne allestite davanti al municipio circa duecento persone, che hanno fatto il tifo per il ministro. Madri a cui sono stati tolti i figli, famiglie in lotta con le assistenti sociali, e molti aficionados della Lega, che hanno atteso il loro “capitano” sotto la canicola. Attorno al municipio qualche coro e una tensione palpabile, sfociata anche con urla verso il sottobosco di giornalisti in attesa di documentare l’arrivo di Salvini nel comune culla di eccellenze come il Parmigiano Reggiano. Salvini strizza però l’occhio ai bibbianesi, costretti a subire intemerate sui social. Quindi pugno duro contro gli indagati «ma voglio che quando uno cerca Bibbiano su Google lo cerchi per il lavoro, per la comunità, per come vengono su bene i ragazzini e i giovani. Perché non meritate di essere riconosciuti nel mondo come la comunità degli orchi o dei ladri di bambini».
Il capo del Carroccio si è ritagliando buona parte del tempo per il bagno di folla e gli immancabili selfie. Ha ricevuto un paio di scarpe bianche - oggetto simbolo della protesta, già comparse più volte sulla scalinata del municipio di Bibbiano - oltre all’incartamento con gli atti giudiziari consegnatogli da uno dei padri che lamenta di poter vedere i figli solo poche ore al mese. Con lui altre due mamme, che gli raccontano il loro calvario per non perdere i figli. Salvini si china, li ascolta e li invita quei genitori a salire sulla gradinata che diventa il palco per un discorso accorato che dura 10 minuti, fatto a voce e senza microfono. «Ringrazio chi ha fatto venire fuori questa schifezza - tuona - Ringrazio i carabinieri, la procura, perché la cosa più incredibile è che tutto sia venuto fuori perché c’era qualcuno che portava via i bambini, si inventava violenze sessuali inesistenti. Ecco: il posto giusto per questa gente è la galera». Accanto a lui Gianluca Vinci e sotto i colonnelli del Carroccio locale, dal candidato sindaco a Reggio Roberto Salati a Matteo Melato fino ai compagni di schieramento, ricompattatosi idealmente anche a livello nazionale con i 5 stelle sul capitolo Bibbiano, che mette d’accordo tutto il centro destra in vista anche delle regionali a fine anno in Emilia-Romagna.
«Entro i primi di agosto verrà approvata la proposta della Lega sulla commissione d'inchiesta delle Case famiglia» annuncia dalla piazza Salvini, «andremo fino in fondo, non solo sui 10mila bambini portati via alle famiglie in Emilia-Romagna (in realtà 3mila, come gli ricorda a distanza Giammaria Manghi, «comunque tanti, è giusto controllare», ndr), ma in tutta Italia. È una vergogna che ci sia chi fa business persino sulla pelle dei bambini», ha aggiunto.
Mentre partono dal pubblico invettive contro il Pd, a tirare il freno è proprio il ministro: «Non mi interessa associare una schifezza come questa ad un partito o all’altro», perché poco conta «il colore politico quando ci sono da salvare dei bimbi» mentre gli viene ricordato che l’altro vicepremier Luigi Di Maio ha parlato del Pd come del «partito di Bibbiano», responsabile dello scandalo sugli affidi illeciti.
«Mi auguro che tutti i partiti prendano le distanze, cosa che hanno fatto, dal traffico di bambini. Non vengo qua, un martedì pomeriggio, per attaccare Renzi o Zingaretti sui bimbi di Bibbiano» e invita «chiunque sia a conoscenza di altri abusi, ovunque in Italia, di segnalarli anche al ministero dell’Interno». —
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