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Da Biella a Pachino in motorino 4 quarantenni tentano l’impresa

Paolo Ruini

La partenza domenica con il raduno nazionale Crazy italian rally summer Useranno i “cinquantini” d’epoca sui quali viaggiavano quando erano adolescenti

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CASALGRANDE. Da Biella a Pachino in motorino. Non è solo una frase in rima, ma è l’impresa che si apprestano a realizzare quattro quarantenni della zona ceramica in sella a dei cinquantini che guidavano quando erano adolescenti. Oltre duemila chilometri da percorrere su strade urbane seguendo tutta la costa tirrenica fino ad arrivare a Pachino, in provincia di Siracusa. Una impresa che è stata presentata lunedì sera al bar “Las Vegias” con il sindaco di Casalgrande, Giuseppe Daviddi, che ha fatto gli auguri ai quattro amici che, pur essendo di Castellarano e di Formigine, hanno eletto come base operativa, per la preparazione della loro impresa, il locale di Casalgrande. La partenza è fissata per domenica 28 da Biella, dove vi sarà il raduno nazionale di tutti gli amanti dei motorini che vorranno affrontare questa lunga cavalcata che prende il nome di “Crazy italian rally summer”, alla quale si sono iscritti una cinquantina di appassionati pronti ad attraversare l’Italia dal Nord al Sud seguendo la strada che preferiscono, con l’unico impegno di arrivare a Pachino per la notte del 3 agosto.

«Sono mesi che stiamo lavorando per sistemare i nostri vecchi motorini – racconta Iuri Dallari – e renderli al massimo dell’efficienza per riuscire in questo lungo viaggio». Il gruppo è composto da Dallari e Maurizio Campani di Castellarano, Erik Dallari (fratello di Iuri) che risiede a Formigine così come Aldo Bongiovanni, che però preferisce dire che è di San Giovanni Gemini (Agrigento). Il gruppo con i quattro motorini si trasferirà sabato a Biella utilizzando un furgone della Nrg Team, motoclub cui aderiscono molti amanti delle due ruote di Casalgrande e dei Comuni vicini. Dopo la partenza, il viaggio sarà particolarmente duro perché i quattro non avranno macchine di scorta e se la dovranno cavare da soli, nel caso di guasti. Per evitare il surriscaldamento dei motori, visto che dovranno percorrere almeno trecento chilometri al giorno, hanno già pensato di partire ogni mattina alle tre per arrivare in tarda mattinata nel luogo scelto per la tappa (di solito un campeggio).

Il sogno che avevano da adolescenti, di poter fare un lungo viaggio in sella al loro cinquantino, si sta realizzando quasi trent’anni dopo, perché sono tutti quarantenni. La loro speranza è che i motorini riescano a reggere una simile “cavalcata”. —

Paolo Ruini

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