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Da Reggio Emilia una lettera di auguri per l’Apollo 11, e Nixon rispose

Giacomo Bigliardi
Da Reggio Emilia una lettera di auguri per l’Apollo 11, e Nixon rispose

Telegramma di Domenico Strazzullo alla Casa Bianca con le congratulazioni per l’allunaggio, era il 20 luglio 1969. E un mese dopo il presidente Usa rispose 

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REGGIO EMILIA. Ha dell’incredibile la vicenda che ha come protagonista Domenico Strazzullo. Napoletano di nascita ma reggiano da ormai sessant’anni, è al centro di un caso unico nel suo genere. Il 21 luglio 1969, esattamente il giorno dopo lo sbarco sulla Luna dell’Apollo 11, decise di scrivere un breve telegramma al presidente Nixon, per complimentarsi per il successo della missione: «Signor presidente, invio tanti auguri a lei per il grande successo dell’Apollo 11».

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Ma la cosa incredibile accadde un mese dopo: il 26 agosto Strazzullo ricevette una risposta dal governo americano, firmata dal console Usa in Italia, H. L. Dufour Woolfley. Il telegramma, infatti, nonostante il recapito della Casa Bianca fosse sbagliato (si trova a Washington e non a New York) è comunque arrivata a Nixon, che ha poi dato mandato di ringraziare il reggiano con poche ma significative parole, che si chiudono con la speranza che «le conquiste dell’uomo nello spazio possano contribuire ad una maggiore comprensione tra tutti i popoli sulla terra».

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Poche righe ma di grande importanza, che Strazzullo ancora custodisce all’età di 86 anni. «Ricordo bene il giorno dello sbarco – racconta commosso dal suo negozio in via Turri 13 – ero in casa con mia madre. Ci siamo subito abbracciati. Io ero convinto che ce l’avrebbero fatta, non ho mai dubitato degli americani. Penso che siano la potenza più forte del mondo, ma anche un popolo molto cordiale. Questa cosa, questo evento, io l’ho proprio sentito nel sangue. Questi sono grandi momenti che aprono la strada a nuovi mondi, mi piace pensare che cose come questa non siano solo scoperte, ma proprio delle sorgenti di vita».

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Grande tenacia, ma anche una sincera umanità. Sono questi i valori che Strazzullo ha subito visto dietro l’impresa americana, e sono anche i concetti che il console Woolfley ha voluto trasmettere con la sua risposta. «Eventi come questi ti ricordano l’importanza dell’unità tra i popoli – sottolinea l’86enne – è fondamentale che i giovani tengano a mente queste cose: dovete augurarvi che eventi come questo continuino ad accadere».

Ma non finisce qui. A rendere la storia ancora più incredibile e significativa per Strazzullo, è stata una fortunata coincidenza di eventi: «Io non mi sarei mai aspettato di ricevere una risposta, è stato il regalo più bello della vita. Anzi il secondo: la lettera infatti è arrivata proprio il giorno dopo la nascita di mio figlio».

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