Ferrarini, nuovo stabilimento targato Pini a Reggio Emilia
Il socio di maggioranza pronto a costruire l’impianto investendo oltre 30 milioni «Ci presenteremo ai clienti con offerte diversificate dalla carne alla salumeria»
. «A Reggio Emilia verrà costruito il nuovo stabilimento per il prosciutto cotto». Parola di Roberto Pini, a tutti gli effetti il socio di maggioranza delle Ferrarini, e che ha a sua disposizione una potenza produttiva di livello europeo - derivata dal gruppo di famiglia Pini, ricavi per 1,6 miliardi, leader continentale nella macellazione di suini - pronta a fare da volano alla Ferrarini per farla uscire dalle secche. Un piano che sarà presentato domani ai sindacati nazionali del settore, e che verte sulla realizzazione di un nuovo stabilimento a Reggio: un investimento attorno ai 30 milioni di euro, già annunciato al sindaco e alle parti sociali, che dovrà essere ora finalizzato.
Tutto parte dalla sinergia tra i due gruppi. Da una parte c’è Pini, che ha creato in 11 mesi il suo nuovo gioiello industriale, uno stabilimento che si trova a Binefar, in Spagna, nella comunità di Aragona, ormai prossimo all’inaugurazione. Un impianto che occupa una superficie di 62mila metri quadri e ha una capacità di macellazione di 160mila maiali la settimana: il più grande d’Europa. Un innesto perfetto, secondo il piano aziendale, per finalizzare il matrimonio con la Ferrarini. Il nuovo stabilimento spagnolo - investimento 113 milioni di euro - raddoppierà infatti la capacità produttiva del gruppo Pini. Ci saranno quindi anche ricadute per l’Italia dei tagli prodotti in Aragona. I terminali, tra gli altri, saranno proprio gli stabilimenti emiliani della Ferrarini, che nel frattempo cede l’attività in Polonia, concentrando tutto su Reggio. Un volano che aiuterà a risollevare industrialmente - così come finanziariamente - il gruppo reggiano, in grado di generare 350 milioni di ricavi ma schiacciato da un’esposizione debitoria che vale 200 milioni di euro solo nei confronti delle banche. Banche attive sul fronte giudiziario - con decreti ingiuntivi - che stanno tentando di bloccare beni personali dei Ferrarini - tramite anche pignoramenti - posti in passato a garanzia delle esposizioni. Le aziende, però, sono ora inattaccabili con l’attivazione dei concordati e oggetto anzi di investimenti. Ferrarini spa è sotto l’egida di Pini, Vismara sotto quella di Amadori, mentre si attende di conoscere il destino della Società Agricola Ferrarini.
Dalla Ferrarini fanno sapere che la scelta di Pini ha prevalso su altre viste le garanzie sull’occupazione a livello locale. L’accordo tra Ferrarini e Pini Holding garantirebbe i livelli occupazionali come quelli attuali senza delocalizzazioni con un aumento dei volumi anche su Reggio. «Supporteremo la produzione degli oltre 900mila prosciutti stagionati nello stabilimento di Lesignano e degli oltre 1,5 milioni di prosciutti cotti prodotti all’anno» ha dichiarato Pini, che non ha lesinato parole sul gruppo reggiano guidato da Lisa Ferrarini. «Ferrarini è un gruppo industriale che si innesta bene nella nostra attività - ha detto Pini al Sole24ore -. Così possiamo continuare a fare il lavoro a monte della filiera e Ferrarini a valle presentandoci ai clienti con una offerta diversificata dalla carne alla salumeria. È un brand forte del made in Italy». —
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