Impianti a tecnologia 5G interrogazione di “Avanti”
I consiglieri Benaglia e Soliani chiedono quali misure sindaco e amministrazione intendano assumere per ridurre i rischi di inquinamento
GUASTALLA. Con l’avvento di una nuova tecnologia di radiocomunicazione 5G si sollevano immancabili le preoccupazioni sui pericoli per la salute causati dall’elettrosmog. I consiglieri di minoranza di “Avanti Guastalla” mettono le mani avanti e chiedono chiarimenti.
Tuttavia i limiti al riguardo in Italia sono i più severi d’Europa. Questa è da una parte una tutela per la salute, ma dall’altra un ostacolo allo sviluppo del 5G. Con i limiti attuali infatti, il 62% delle stazioni radio base in Italia non possono essere usate per propagare il segnale 5G.
Ci vorranno quindi da una parte investimenti importanti e dall’altra monitoraggio costante affinché il tutto sia realizzato nel rispetto delle regole.
Sta perfino girando un video su Facebook dove addirittura Massimo Mazzucca parla di una presunta «strage di alberi» per agevolare la comunicazione della rete di nuova generazione che andrà a superare l’attuale 4G Lte. Il 5G dovrebbe soppiantare in futuro anche le attuali connessioni in fibra. Niente più modem da collegare alla rete telefonica, ma al massimo un modem 5G.
Per questi e altri motivi, i consiglieri comunali Francesco Benaglia e Gianluca Soliani di “Aventi Guastalla” hanno già presentato un’interpellanza all’amministrazione comunale dove chiede «se e come (in termini strutturali / impiantistici) risulti che la tecnologia 5G possa concretamente essere messa in atto nel Comune di Guastalla e quali misure di cautela, a fronte di una tale prospettiva, il sindaco e l’amministrazione comunale intendano eventualmente assumere, nel limite delle loro attribuzioni, allo scopo di eliminare o ridurre sensibilmente i rischi di inquinamento elettromagnetico e, dunque, di danno alla salute dei cittadini».
«Pare ormai prossima l’istallazione nel territorio nazionale dei sistemi mobili di quinta generazione, noti come strutture 5G, che, a quanto consta, implicherebbe un consistente posizionamento di gruppi di miniantenne a microonde millimetriche su fabbricati di vario genere, lampioni della luce e altro – spiegano Benaglia e Soliani – Da più parti, anche autorevolmente, si sostiene che l’esposizione a radiazioni a onda millimetrica prodotte da tale tecnologia, che aumenterà sensibilmente l’esposizione ai campi elettromagnetici a radiofrequenza, comporti dei seri rischi alla salute delle persone». «Riteniamo di fondamentale importanza – concludono i due consiglieri – il “principio di precauzione”, secondo cui, al fine di garantire la protezione di beni fondamentali come la salute e l’ambiente, è necessaria l’adozione di misure di cautela». —
M.P.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
