Salvini a Bibbiano, lo Stato in un angolo
L'editoriale del direttore della Gazzetta di Reggio, Stefano Scansani, sulla visita del vicepremier in Val d'Enza per lo scandalo affidi
REGGIO EMILIA. Credo sia la prima volta nella storia dell’Italia repubblicana che un ministro della stessa Repubblica contesta, esprime protesta, fa comizio sullo scalone di un municipio italiano. La sortita di Salvini ieri a Bibbiano, dunque, ha rappresentato una nuova fase dello sbrindellamento delle regole, della prassi, delle istituzioni. Le nostre e le sue (quelle che Salvini rappresenta come responsabile della sicurezza e dell’ordine pubblico).
Fermi restando gravissimi i reati ipotizzati dalla Procura che indaga sugli affidi in Val d’Enza, e la necessità che la Giustizia sia rapida e severissima, ieri si è assistito alla dislocazione dello Stato.
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Primo: perché un ministro della Repubblica e vicepremier, ha scelto come bersaglio la sede di un ente locale che è la casa comune dei bibbianesi, per avvampare la tesi che Bibbiano sia il Caso Pilota.
Secondo: perché se davvero il pubblico militante, acclamante oppure vittima dei presunti affidi illeciti, pretende la Verità seduta stante e un patibolo montato in anticipo, ha sbagliato posto. La manifestazione doveva tenersi davanti al Palazzo di Giustizia di Reggio o al Tribunale dei Minori di Bologna.
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Terzo: i sindaci che indossavano la fascia tricolore ieri a Bibbiano si sono messi in vista, in strada, nel tentativo di confrontarsi con Salvini prima del discorso. Il ministro li ha incontrati dopo, sulla via del ritorno, dentro il teatro Metropolis. Un confronto che poteva avvenire – invece – nel luogo istituzionale per un ministro e alcuni primi cittadini: il municipio.
Quarto: l’ipotesi che Salvini ieri fosse a Bibbiano come segretario leghista è stata da lui stesso esclusa, perché ha anticipato la visita presentandosi a Bibbiano “da papà e da ministro”. Ipotesi demolita anche dal fatto che laggiù in fondo in fondo, in fianco al municipio, in una zona riservata, anzi, no, defilata, a salutarlo in fretta vi fossero il prefetto, il questore, ufficiali dei carabinieri, il comandante della guardia di finanza. Anche loro davanti al teatro Metropolis. In fondo, in fondo. Lo Stato in un angolo. —
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