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Tonnellata di droga Un albanese preso e altri due latitanti

Tonnellata di droga Un albanese preso e altri due latitanti

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reggio emilia. È scattata anche a Reggio Emilia l’operazione “Outlet” della Squadra Mobile di Bologna, coordinata dal pm della Dda Roberto Ceroni, che ha sgominato due gruppi di narcotrafficanti tra l’Albania e l’Italia e permesso di sequestrare una tonnellata e mezzo di marijuana, più di cento chili di hascisc e due chili di cocaina. Il blitz, scattato all’alba di ieri in tutta Italia, ha eseguito 17 ordinanze di custodia cautelare per traffico di stupefacenti (16 in carcere e uno ai domiciliari), su 35 indagati e 33 perquisizioni. Altri 10 indagati, tutti albanesi, sono ricercati.

La Squadra Mobile reggiana ha suonato all’alba a casa di tre albanesi. Due però si sono resi irreperibili. Nella rete è finito il solo Claudio Ranko Pawan, 43 anni, detto Worrior, albanese con cittadinanza italiana, residente ad Argelato (Bologna) ma detenuto alla Pulce per altro reato. Pawan è una vecchia conoscenza: nell’aprile scorso era stato arrestato nell’ambito di un’altra indagine della Dda denominata “Nuevo Sol”. Il 43enne era ritenuto al vertice di un narcotraffico di cocaina in ingenti quantità da Colombia e Perù, via Spagna. In quest’ultima operazione invece Pawan, come gli altri due latitanti, aveva un ruolo di secondo piano: era tra gli acquirenti finali della droga.

Secondo la Dda lo stupefacente arrivava in Italia dall’Albania su potenti gommoni che sbarcavano sulle coste della Puglia. Poi raggiungeva Bologna, dove veniva stoccata in vari depositi prima di essere smistata fra Emilia-Romagna, Toscana e Umbria. A gestire il traffico era un’organizzazione italo-albanese. L’inchiesta è stata avviata alla fine del 2016 dopo un sequestro di hascisc a un marocchino nell’area del centro commerciale Meraville di Bologna. Da quell’arresto, con appostamenti e intercettazioni, gli investigatori sono riusciti a decriptare i messaggi in chat che si scambiavano i componenti dell’organizzazione, che aveva al vertice gli albanesi e si serviva di italiani soprattutto per il trasporto in auto da Brindisi e la custodia dello stupefacente. —

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