Una vita dedicata a Casa Cervi a 91 anni è morto Giovanni Bigi
Il marito di Maria, scomparsa nel 2007, se ne è andato lunedì notte all’ospedale Il ricordo della figlia Anna: «Era il pilastro di nostra madre e della nostra famiglia»
campegine. Un punto di riferimento discreto, accogliente, attento, sempre presente. Questo è stato, per la sua famiglia e per quanti l’hanno conosciuto, Giovanni Bigi, 91 anni, marito di Maria Cervi, morta nel 2007. Bigi si è spento nella notte tra lunedì e ieri a causa dell’aggravarsi delle sue già precarie condizioni di salute, all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia.
Giovanni, cresciuto in una famiglia di solide idee socialiste, ex operaio della Fagioli di Sant’Ilario, ex segretario della sezione del Pci di Caprara, frazione di Campegine, ha accompagnato, per tutta la sua vita, la crescita e lo sviluppo dell’istituto Casa Cervi di Gattatico, la cui anima è stata sua moglie Maria.
«Credo che ognuno di noi vorrebbe avere un rapporto forte, un sodalizio duraturo, fatto di comprensione e di condivisione, come quello che hanno avuto mio padre e mia madre». Anna, figlia maggiore di Giovanni e Maria, è stata legatissima al padre. Come lo è stata Silvia, la sorella di dieci anni più giovane. «La mamma – ricorda Anna – era la persona che faceva battaglie, che si buttava in avanti, una combattente. Ma lo ha potuto fare perché ha avuto, in ogni istante della sua vita l’appoggio e l’aiuto di mio padre». Figura discreta, sempre dietro le quinte, leggera ma indispensabile e costante. «Si sono conosciuti perché le famiglia Cervi e Bigi si frequentavano da sempre», spiega Anna. Irnes, per esempio, la sorella più anziana di Giovanni, aveva spostato uno dei sette fratelli Cervi; una sua zia era andata in sposa e un Cervi, Belindo. «Poi è toccato a loro due – prosegue Anna – che non solo si sono compresi e amati, ma hanno trovato anche una forte condivisione negli ideali politici». E nel dovere della memoria, nell’impegno di dover tramandare, spiegare, far conoscere. «Una volta ho chiesto a papà cosa l’avesse legato in maniera indissolubile alla mamma. Mi ha risposto semplicemente che condividevano le stesse idee, sempre e comunque». Anche nella rinuncia: «Quando sono nata io – ricorda – papà ha deciso di lasciare ogni impegno politico “perché qualcuno che sta a casa ci deve essere”». E Giovanni c’è stato, per sempre.
Come ricorda anche Albertina Soliani, presidente dell’istituto Alcide Cervi. «In queste ore – scrive – si è spento Giovanni Bigi, il marito di Maria Cervi che con lei ha condiviso tutto il percorso di vita, di memoria, di impegno. Ci sono figure che rimangono sempre in campo, seppure con discrezione, destinate ad accompagnare e sostenere i percorsi di tutti. Giovanni – continua Soliani – era uno di queste figure essenziali e senza clamore». «La famiglia Bigi del resto ha da sempre intrecciato le proprie sorti con quella dei Cervi: nei matrimoni, nel lavoro, nella scelta antifascista. Biografie indissolubili sul territorio e nelle memorie, in cui ogni ruolo è condiviso, e tutti i caratteri, dai più aperti ai più schivi, concorrono alla composizione di un lessico familiare così articolato». «Degli affetti privati e dell'intimità – prosegue la presidente del’istituo – non è nostro compito parlare. Possiamo solo stringerci alle figlie Anna e Silvia, ai loro mariti Alex e Paolo, e agli amatissimi nipoti Alice ed Elia, con partecipazione sincera. Possiamo invece dire della costante presenza di Giovanni nella storia di questa Casa, dalla pastasciutta antifascista di Campegine di cui è stato uno dei testimoni, attraverso il cammino del racconto e della memoria familiare, sempre a fianco di Maria Cervi. Fino all'ultimo confronto sul Museo che sarà. Di lui non restano discorsi o imprese, quanto piuttosto una perpetua conferma, umanissima presenza lungo tutto il corso del dopoguerra, fino ad oggi.È certo che di fianco ad ogni grande donna c'è spesso un grande uomo. Così è stato per Maria e Giovanni, che hanno passato la vita insieme, e che avranno sempre un posto speciale nel cuore e nell'anima di questo luogo, di questa storia».
I funerali si svolgono in forma privata. Chi volesse portare l’ultimo saluto a Giovanni potrà farlo oggi, fino alle 18, alle camere ardenti del Santa Maria Nuova. —
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