«Abbandonati dal Pd nazionale ma non a livello provinciale»
Palù, presidente dell’Unione Val’d’Enza: «Regione e Provincia ci hanno aiutato». Bedogni, primo cittadino di Cavriago: «Non siamo soli»
BIBBIANO. La sensazione di essersi sentiti abbandonati dal Pd nazionale rispetto all’inchiesta Angeli e Demoni è un’idea condivisa da diversi sindaci della Val d’Enza.
«Non sono del Pd – premette il sindaco di San Polo d’Enza e presidente dell’Unione Val d’Enza Franco Palù – ma a mio parere è una sensazione abbastanza diffusa. È un tema talmente delicato che una sospensione del giudizio a livello centrale credo fosse auspicabile. Le indagini stanno andando ancora avanti e probabilmente avrei fatto così anch’io». Poi Palù distingue tra il Pd nazionale e quello regionale e locale, che invece sono stati vicini ai sindaci. «La Regione e la Provincia ci hanno dato una grossa mano e c’è accordo e collaborazione. Ci hanno aiutato a riorganizzare i servizi. Così come il Pd a livello locale ci è stato vicino. Il Pd nazionale invece non si è sentito di prendere una posizione decisa, una scelta che in qualche modo condivido. Non condivido invece la posizione di chi utilizza questa vicenda a scopo elettorale come il M5s, Fratelli d’Italia o Casa Pound e anche il Pd poteva cadere nello stesso errore». «Bibbiano e il mio amico Andrea Carletti – conclude – sono stati dipinti come il fulcro di tutta la vicenda perché doveva essere individuato il luogo dei cattivi e la Val d’Enza era troppo fumosa: a Salvini ho detto che se andassimo avanti così uno squilibrato potrebbe decidere di entrare armato in Municipio e noi non possiamo mettere nemmeno una garitta davanti al Comune. Abbiamo bisogno che la Prefettura e la Questura ci diano una mano».
Per il sindaco di Cavriago Francesca Bedogni, sul Pd occorre fare un distinguo. «A livello provinciale e regionale non ci hanno fatto mancare il loro appoggio sul piano politico e su quello della collaborazione istituzionale. Il Pd nazionale invece ha tardato un attimo a reagire, forse ha giudicato che la questione fosse locale. Quando si è reso conto che non è così, la posizione è iniziata a cambiare». Poi conclude: «A Salvini abbiamo chiesto un impegno concreto per abbassare i toni di una discussione che sta facendo male solo ai territori ma anche ai bambini che sono diventati terreno di scontro». —
R.F.
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