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Alla Fondazione “Paese” entra l’avvocato Romolotti

A.V.

La nomina, in quota alla minoranza, completa la terna al timone dell’ente. Il civilista prende il posto del dimissionario Davolio

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BRESCELLO. Un volto nuovo all’interno del consiglio d’amministrazione della fondazione “Paese di Don Camillo e Peppone” di Brescello. Si tratta dell’avvocato civilista e arbitro Massimo Romolotti, che arriva a sostituire il dimissionario Enrico Davolio, che aveva lasciato l’incarico lo scorso primo giugno. Romolotti, 61 anni, andrà a completare il consiglio d’amministrazione composto dal presidente Luigi Allegri e da Marika Bonazzi, scelta dalla terna di candidati predisposta dal gruppo consiliare di maggioranza. Romolotti è stato scelto tra una rosa di nomi proposti dall’opposizione, nello specifico dal gruppo “L’alternativa”.

Vicepresidente della consulta di garanzia statutaria, organo della Regione con sede in assemblea legislativa, è socio da anni di uno studio legale a Reggio Emilia. La sua nomina è stata disposta in questi giorni dal sindaco Elena Benassi. La fondazione brescellese si occupa della gestione del sistema museale, della promozione turistica e dell’accoglienza dei visitatori, ed è stata costituita nel 2010 con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio storico, artistico e culturale di Brescello, oltre che di diffonderne la cultura. Il paese è infatti chiamato ogni anno ad affrontare numeri importanti: dati alla mano, rimane infatti uno dei comuni reggiani con il maggiore afflusso di turisti e a seconda degli anni le visite oscillano intorno alle 30mila presenze, molte delle quali straniere, grazie alla fama internazionale di Don Camillo e Peppone, ideati da Giovanni Guareschi e resi ancora più celebri dai film che qui sono stati girati.

Tra gli obiettivi della fondazione, anche quello di favorire le attività commerciali del paese, in particolare ristoranti e alberghi, che possano beneficiare dell’arrivo dei tanti turisti.

Negli ultimi anni, successivi al commissariamento del Comune, la fondazione era stata amministrata anche dai commissari che per circa due anni si sono occupati della gestione dell’ente. —

A.V.

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