Gazzetta di Reggio

Reggio

Alla Fondazione Sarzi i filmati d’epoca inediti che resero celebre Otello e il suo teatro

Carlotta Curti
Alla Fondazione Sarzi i filmati d’epoca inediti che resero celebre Otello e il suo teatro

Presentato il nuovo percorso museale dedicato all’artista. In anteprima anche tre “Fagiolini”, simbolo di libertà

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REGGIO EMILIA. Dopo l’inaugurazione del nuovo percorso museale della Fondazione Sarzi, avvenuto nel giugno scorso, la Fondazione stessa ha voluto far conoscere per la prima volta i materiali filmati (alcuni anche di realizzazione Rai) che il nuovo Museo rende visibili e fruibili al pubblico.

Ad accogliere i visitatori, infatti, c’è uno spazio riservato alla visione di un breve documentario sulla storia di Otello Sarzi, celebre burattinaio che a Reggio e non solo ha fatto conoscere a bambini e adulti l’arte del teatro di figura. Nel filmato sono state realizzate alcune interviste ai componenti del comitato scientifico della Fondazione Famiglia Sarzi. Un teatro di figura che non è solo baracca e pezzi di legno, bensì una sperimentazione che nel tempo si è evoluto, restando però fedele alla tradizione, contaminandosi con altri linguaggi della contemporaneità (cinema, nuovi media).

Si prosegue poi attraverso un percorso cronologico che racconta la genealogia delle vicende di Sarzi: l’amicizia con i fratelli Cervi, la fama acquisita durante gli anni a Roma e la collaborazione con Gigi Proietti, il ritorno a Reggio, il suo importante lavoro per i bambini negli anni del dopoguerra, le tournée degli anni ‘70 in Jugoslavia, Iran, India e Africa, i suoi spettacoli più importanti.

Mauro Sarzi, figlio di Otello e anch’egli burattinaio, ha ricordato come il padre riuscisse a costruire un burattino da un semplice pezzo di gommapiuma (Sarzi fu all’avanguardia proprio nell’utilizzo di materiali come la gomma piuma, il lattice o altri materiali di recupero, al posto del legno usato tradizionalmente) e parlando degli anni di lavoro a Reggio ha raccontato: «Decise di andare via da Reggio dopo la morte dei Cervi, suoi cari amici. A Roma si era fatto conoscere al grande pubblico grazie anche ai filmati della Rai. Poteva restare a Roma e avere più fortuna, invece decise di tornare a Reggio, negli anni ’60, su richiesta del sindaco di allora Renzo Bonazzi e del direttore del teatro Municipale Mario Benassi. Serviva un momento per portare un sorriso ai bambini in quel periodo storico».

È proprio in questi anni di lavoro a Reggio che Otello, grazie anche alla collaborazione con il pedagogista Loris Malaguzzi, fece emergere la potenzialità di un modello educativo che vedeva nell’incontro tra bambini e burattini la chiave creativa per l’apprendimento, un modello che verrà poi elaborato e approfondito nel centro internazionale Reggio Children. Al primo piano il visitatore può ammirare una collezione di burattini originali di Otello, tratti dai suoi spettacoli più celebri per adulti come “Il castello di Kafka”, “Le Rane” o “Fantasia musicale” e gli strumenti di lavoro grazie alla ricreazione del suo laboratorio.

Nell’ultima parte invece bambini e adulti si possono divertire a improvvisare dei dialoghi come se fossero dalla parte di burattinai, “indossando” varie tipologie di burattini. Ad aprire uno sguardo progettuale sul nuovo futuro della Fondazione Mauro Sarzi, Rossella Cantoni, presidente della Fondazione e Valerio Giannellini, vicepresidente della Fondazione Rossi-Salvemini, hanno presentato l’importante progetto in corso dedicato ad Ernesto Rossi e il Manifesto di Ventotene” per l’Europa.

Per l’occasione Sarzi ha presentato tre storici burattini, tre ‘Fagiolini’: uno di fine ’800 del nonno Francesco Sarzi, il secondo di Otello Sarzi ed il terzo, il Fagiolino di Ernesto Rossi. Fagiolino è personaggio significativo anche nella storia del teatro di figura, per aver interpretato sempre il desiderio di libertà e di giustizia.

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