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«Chi cerca responsabilità nella politica sta speculando sulla pelle dei bambini»

STEFANO SCANSANI
«Chi cerca responsabilità nella politica sta speculando sulla pelle dei bambini»

Il presidente Bonaccini avverte che se le accuse ipotizzate si rivelassero fondate la Regione sarebbe parte lesa Una commissione tecnica sarà al lavoro tra due mesi. Poi il via alla Commissione d’inchiesta dell’Emilia-Romagna

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L’INTERVISTA

STEFANO SCANSANI

Presidente Bonaccini, scoppio ritardato, indugio e imbarazzo, sorpresa e immobilismo. Sugli affidi in Val d’Enza il Pd è accusato di tutte queste cose. Tutte?

«La Procura di Reggio Emilia ha aperto un’inchiesta che vede ipotesi di reato gravissime a carico di persone che svolgevano servizi pubblici per la tutela dei bambini. A maggior ragione, se verranno accertate responsabilità, i colpevoli dovranno pagare fino in fondo e senza sconti. Scaricare eventuali responsabilità penali personali su di un partito è inaccettabile. Significa, per di più, speculare sulla pelle di bambini e famiglie: non ne può venire nulla di buono, come si vede dalla valanga d’odio messa in circolo sulla rete. Per questo, come presidente di Regione ho chiesto che la politica cessi le strumentalizzazioni, abbassi i toni e ritrovi quel minimo di unità che serve in questi casi. In Emilia-Romagna vogliamo fare questo, anche per arrivare alla verità su quanto successo e assumere i provvedimenti necessari».

La Regione - che ha impegno assistenziale e finanziario - come ha vigilato, controllato, approfondito?

«L’Emilia-Romagna ha costruito un sistema di welfare fra i più avanzati al mondo, nel quale lavorano migliaia di operatori la cui esperienza e professionalità è un patrimonio di tutti, senza distinzione di colore politico. Sarà l’indagine a dover chiarire come sono andati i fatti sotto il profilo penale. Come Regione, però, ci siamo immediatamente assunti responsabilità anche non nostre, istituendo una Commissione tecnica che vada a verificare tutti gli aspetti legati al sistema di protezione dei minori e delle famiglie. Un gruppo di esperti e docenti universitari, coordinati dal neuropsichiatra infantile Giuliano Limonta, che dovrà indicare anche i correttivi necessari. Da loro avremo gli elementi per agire, già entro un paio di mesi».

Gestione degli affidi sotto accusa, assistenza sociale criticata, dirigenza egemone, politica sbadata. Che farà ora la Regione?

«Sia chiara una cosa: nel caso le accuse si rivelassero fondate la Regione sarebbe parte lesa, e proprio per questo ci costituiremo parte civile al processo, a tutela del sistema dei servizi, dei bambini e delle famiglie. Ma mentre la destra e la maggioranza di governo si esercitano su mille commenti e accuse, e i social vengono alimentati da odio e disprezzo, noi prima abbiamo istituito la Commissione tecnica, dopodiché ho proposto la nascita di una Commissione d’inchiesta regionale, con dentro tutte le forze politiche presenti in Assemblea legislativa, per andare ancor più in profondità rispetto a quanto successo. Governare vuol dire assumersi delle responsabilità, compiere atti, provare a risolvere i problemi, e io l’ho fatto. Cos’ha fatto nel frattempo chi ha responsabilità di governo in questo Paese?».

Di Maio ha parlato di “partito di Bibbiano”... la vostra risposta è stata la minaccia di querela. Tutto qua?

«In un Paese civile il confronto politico dovrebbe avvenire su un altro piano, noi lo abbiamo ben presente, Di Maio evidentemente no. È il vicepremier, rappresenta il Governo, quindi tutti gli italiani, ma non ha alcun problema a calpestare migliaia e migliaia di cittadini che si riconoscono in una forza politica come il Pd o che operano nei servizi sociali di questo territorio. Ne risponderà nelle sedi opportune. Ma non dica a me “tutto qua”: da presidente di Regione ho agito subito, mentre altri commentavano. In Emilia-Romagna siamo abituati a fare così».

Destra, ultradestra, fondamentalisti cattolici e leghisti vi accusano di concorrere alla distruzione della famiglia tradizionale favorendo quelle arcobaleno. Risposta?

«Sono sciocchezze, che si aggiungono alle accuse irresponsabili delle settimane scorse. Ieri la Regione ha stanziato 30 milioni di euro per abbattere le rette dei nidi e per sostenere le famiglie che faticano a pagare l’affitto. E la destra ha votato contro. Di cosa stiamo parlando? Aver trascinato sul piano politico una vicenda così drammatica come quella di Bibbiano è un tragico errore. Lo ripeto: i partiti non possono dividersi sulla tutela dei bambini. Né vicende come queste possono essere prese a pretesto per alimentare ulteriore odio contro le persone e il loro orientamento sessuale».

A Bibbiano Salvini ha incontrato alcuni sindaci della Val d’Enza dopo il discorso davanti al municipio e il colloquio con vari genitori. Ha un vincente sentimento di popolo. Qual è il suo parere?

«Non ho intenzione di polemizzare su questo col ministro, l’appello ad abbassare i toni vale per tutti. La cosa più importante è non cavalcare paure e fomentare odio perché così si può forse raccogliere un voto in più, ma si avvelenano i pozzi del vivere comune. Le persone chiedono verità e giustizia. È sacrosanto, e questo è anzitutto il compito della magistratura. I processi si fanno nei tribunali, non sui social. Ma ci chiedono anche di fare in modo che gli errori non si ripetano, e questo è il compito della politica. Per questo abbiamo voluto analizzare anche tutti gli aspetti procedurali, organizzativi, di sistema, che non hanno in sé un rilievo penale, istituendo la Commissione tecnica. Anche qui, lo ribadisco: il compito delle istituzioni è risolvere i problemi, non declamarli».

Battaglia finale: le elezioni regionali. Ma lei, quando va a Bibbiano?

«Chi spera di vincere le elezioni così credo commetta un grave errore. Ho detto che sono pronto a cambiare tutto quello che si renderà necessario per rafforzare tutele e garanzie per i bambini. Ma attenzione: i cittadini dell’Emilia-Romagna vogliono migliorare e non smantellare i servizi. E dentro quei servizi lavorano migliaia di bravi professionisti che sono parte della soluzione, non del problema. A Bibbiano andrò, ma senza riflettori e telecamere. Chiedo rispetto per quel Comune e per i suoi cittadini che non possono essere additati come il male e usati come passerella per una perenne campagna elettorale». —





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