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operazione della digos 

Giro di permessi falsi Arrestato “Obama”

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reggio emilia. È stato trovato nel Reggiano un esponente di una organizzazione criminale specializzata nel business redditizio dei falsi permessi di soggiorno. “Obama” – questo il soprannome dell’indiano –, vale a dire Simranjit Singh, 30 anni, regolare in Italia, non sposato, dipendente di un’azienda agricola, secondo gli inquirenti aveva un ruolo non apicale nel sodalizio: forniva ospitalità (solo sulla carta) dietro compenso. Nella notte tra lunedì e martedì i poliziotti della Digos della questura di Reggio si sono appostati sotto casa sua, a Santa Vittoria di Gualtieri: quando alle 3 il giovane è uscito per andare al lavoro, gli è stata notificata la misura cautelare dei domiciliari.

Sono nove i soggetti (metà italiani e metà extracomunitari) coinvolti nell’operazione “Si può fare”, partita da Catania e con la “coda” nel Reggiano. I quattro arrestati (tra i quali il “capo” Abdourahmane Seck, detto Berlusconi, 51enne senegalese, e due ispettori compiacenti di polizia municipale di Catania di 58 e 55 anni) e i cinque ai domiciliari (Kayum Hossain, 38enne bengalese, autore materiale delle contraffazioni, mentre i restanti si prestavano a figurare come falsi datori di lavoro o a contrarre matrimonio di comodo) secondo l’accusa costituivano un’associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: o fabbricando falsi documenti per il rilascio o il rinnovo del permesso oppure (tramite gli agenti prezzolati) con atti attestanti la sussistenza dei requisiti per i permessi di lunga durata o l’esito positivo di controlli in realtà mai eseguiti. Le richieste non mancavano e arrivavano non solo da tutta Italia ma ancge dall’estero. In una intercettazione il “capo” Seck si vantava di operare da più di vent’anni e di aver vistato diecimila pratiche.

La tariffa variava in funzione del tipo di permesso e delle difficoltà di alterazione. I clienti potevano pagare tramite carte Postepay l’acconto, con una particolarità: il sodalizio garantiva il “soddisfatti o rimborsati”, perché nel caso in cui la pratica non fosse andata a buon fine veniva restituito l’acconto versato. Oltre un centinaio i clienti rimasti soddisfatti dal gruppo criminale. —

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