Ora è fuori pericolo l’operaio travolto in azienda dalla bobina
Il dipendente della Padana Tubi, 46 anni, è ricoverato al Maggiore dal 12 luglio La mamma: «È stato operato martedì al bacino e alle gambe, ringrazio i medici»
GUASTALLA. La convalescenza sarà piuttosto lunga, ma può tirare un sospiro di sollievo la famiglia dell’operaio 46enne di Reggiolo che il 12 luglio scorso, nello stabilimento della Padana Tubi di via Roncaglio Superiore a Guastalla, era rimasto gravemente ferito da una bobina del peso di oltre una tonnellata, che gli aveva schiacciato le gambe.
Martedì mattina l’operaio, è stato nuovamente operato al bacino, e tutto sembra essere andato nel modo migliore. G.C. ora è ricoverato nel reparto di chirurgia dell’ospedale Maggiore di Parma dove, fin dal giorno dell’infortunio, era stato trasportato per le numerose fratture riportate. Le notizie che erano uscite subito dopo l’episodio erano preoccupanti perché, a causa del grave trauma, si ipotizzava il rischio di perdere l’uso delle gambe. Invece gli accertamenti hanno escluso conseguenze gravissime, e il 46enne ha dimostrato di avere una buona fibra. Già qualche giorno dopo il ricovero, anche se i medici si erano riservati la prognosi, l’uomo ha cominciato a dare segnali di miglioramento. Ma per la madre del 46enne sono stati giorni davvero duri, sempre vissuti con il cuore in gola: «Mio figlio ora sta meglio. Sono contenta – dice la mamma con la voce rotta dall’emozione –. È stato operato al bacino e pare che sia andato tutto bene. Ho avuto tanta paura perché avevo letto sui giornali che avrebbe potuto perdere le gambe. Mi è stato riferito che, nel momento in cui mio figlio ha capito che la bobina gli stava cadendo addosso, ha cercato di mettere le mani avanti, come per attutire il colpo. Tutto inutile, perché poi la bobina l’ha centrato di lato al bacino e a una gamba. La compagna di mio figlio lo va sempre a trovare, ma i primi giorni dell'infortunio, forse per non spaventarmi, non mi diceva tutto. Ora pare che la situazione sia migliorata. Dalla Rianimazione l’hanno trasferito in un altro reparto ed è stato dichiarato fuori pericolo».
E con una punta di commozione la mamma dell’operaio infortunato aggiunge: «Ringrazio i medici di Parma che l’hanno in cura e il personale del 118 di Guastalla che il giorno dell’infortunio l’ha assistito e curato».
I colleghi di lavoro di G.C., poche ore dopo il grave infortunio, in accordo con le Rsu della Padana Tubi e la Fiom Cgil, sono scesi in sciopero con tanto di assemblea sul piazzale esterno dello stabilimento per protestare contro la presunta mancanza di investimenti in presidi di sicurezza dell’azienda.
Nei giorni successivi la direzione della Padana Tubi ha respinto le accuse formulate dalla Fiom Cgil e dalla Camera del lavoro territoriale di Guastalla, sostenendo invece di avere investito molto in termini di sicurezza, oltre a respingere anche la ricostruzione dei fatti da parte dei sindacati. —
Mauro Pinotti
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