Unione Val d’Enza in consiglio scontro tra Palù e i 5 stelle
Il sindaco di San Polo definisce Facebook «fogna a cielo aperto». La grillina Cersosimo :«Il Pd faccia piuttosto autocritica»
Ieri, a Cavriago, si è svolto il Consiglio dell'Unione Val d'Enza: al centro l’inchiesta Angeli e Demoni che ha scosso la comunità finendo per diventare un argomento al centro della politica nazionale.
Nel suo intervento, il neo presidente dell'Unione della Val d'Enza Franco Palù ha toccati vari argomenti: «L’impianto accusatorio della Procura – ha detto – ci impone di riflettere sulla gestione dei servizi sociali e se il teorema della Procura sarà ritenuto valido dovremo ammettere che sicuramente ci sono stati degli errori di valutazione, di stima, di sensibilità da parte degli operatori, dirigenti, organi politici, ma ricordiamoci anche che quello dei servizi sociali per i minori è un settore border line dove l'oggettività è dato labile. Ma questo non giustifica gli eventuali abbagli e guasti compiuti e chi sarà ritenuto colpevole dovrà pagare senza sconti. Sono crimini aberranti degni di altri periodi storici ma questo va dimostrato in un processo». Palù ha poi definito i nuovi media “vere fogne a cielo aperto, in primis facebook”: «Hanno già concluso il processo facendo diventare un paese mezzo di distrazione di massa che ha smosso gli appetiti elettorali».
Alberto Iotti della Lista Civica di Sant'Ilario ha invitato ad abbassare i toni : «È una storia che sicuramente ha i suoi “colpevolisti e innocentisti” ma lasciamo che la magistratura faccia il suo percorso. Anche se ribadisco: il sistema Unione è un sistema da rivedere». Natascia Cersosimo dei 5Stelle attacca: «Mi vergogno del discorso del presidente Palù, invece di fare autocritica danno la colpa a Nek e Pausini: adesso basta con il silenzio del Pd che non si indigna per il comportamento degli operatori infedeli ma dà la colpa ai media». Francesca Bedogni, sindaco di Cavriago: «La verità processuale non arriverà presto. Intanto cosa possiamo fare? Seguire tre piani: il primo individuale stando accanto alle famiglie, il secondo organizzativo per rimettere in condizione di lavorare i servizi e il terzo coinvolgendo la comunità». —
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