Altre minacce di morte e uffici sotto assedio «Dovete tutelarci»
BIBBIANO. «Muori tu e la tua famiglia», «fate bene ad avere paura.. state attenti in giro..». È incessante il flusso di minacce che sta investendo sia gli amministratori pubblici dei comuni della Val d’Enza, sia i dipendenti degli uffici. Ecco perché il municipio di Bibbiano, la sede locale del Partito Democratico e quella dei servizi sociali della Val d’Enza che si trova nella frazione di Barco sono diventati da qualche giorno «sorvegliati speciali» e vigilati «notte e giorno» da pattuglie della polizia e dei carabinieri. Le misure sono in vigore da prima della visita di martedì scorso del ministro dell’Interno Matteo Salvini, come diretta conseguenza del clima di rancore che si è addensato intorno agli amministratori della Val d’Enza, dopo l'inchiesta della procura di Reggio Emilia sui minori tolti alle famiglie dai servizi sociali. Situazione denunciata dallo stesso vicesindaco di Bibbiano che, dopo la campagna di minacce che si è sviluppata sui social network, starebbe perfino valutando di trasferire la sede di alcuni uffici per motivi di sicurezza degli operatori e per garantire il regolare svolgimento dei servizi di welfare.
Molte le minacce di morte rivolte al sindaco di Bibbiano, alla moglie e al figlio. Ci sono anche lettere con escrementi a lui indirizzate alla casella del municipio, due delle quali giunte da Bologna e due addirittura dalla Sicilia. Senza scordare le decine di mail e le centinaia di commenti scritti sui social network all’indirizzo degli amministratori della Val d’Enza e dei loro dipendenti, alcuni dei quali talmente esasperati da chiudersi a chiave negli uffici durante l’orario di lavoro per sopperire alla mancanza di dispositivi di sicurezza già denunciato dai sindaci a Salvini. L’attacco che giunge da tutta Italia sta deteriorando le relazioni tra la macchina pubblica e il pubblico. Una tempesta che ha squassato uno dei territori emblema della placida Emilia, esplosa con l’inchiesta “Angeli e Demoni” sugli affidi illeciti.
I dipendenti pubblici dell’Unione della Val d’Enza, e non solo chi lavora nei servizi sociali, subiscono «minacce quotidiane» di ogni genere, anche di persona. Per questo i sindacati reggiani hanno chiesto ora di mettere in campo «tutti gli strumenti utili a garantire agli operatori dei servizi e al restante personale amministrativo dell’Unione la sicurezza necessaria per poter adempiere al meglio ai propri compiti». —
E.L.T.
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