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Ferrarini rilancia «La produzione tira non ci saranno tagli a Reggio Emilia»

Enrico Lorenzo Tidona
Ferrarini rilancia «La produzione tira non ci saranno tagli a Reggio Emilia»

Incontro ieri con i sindacati nazionali a Lesignano de Bagni Confermato anche il nuovo maxi stabilimento a Rivaltella

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REGGIO EMILIA. La Ferrarini ha presentato ieri il piano industriale a sindacati locali e nazionali. Presenti Lisa Ferrarini, i commissari dei concordati di Ferrarini spa e di Vismara, oltre a Confindustria Parma. Un incontro che ha sciolto diversi nodi legati alla profonda crisi che ha investito il gruppo dei prosciutti, in forte tensione finanziaria ma che, come confermato ieri, sta macinando numeri positivi sul fronte della produzione.

I sindacati reggiani hanno ricevuto rassicurazioni sul mantenimento del sito produttivo reggiano così come dell’organico attualmente presente. «La produzione cresce, nessun taglio a Reggio». È giunta poi la conferma dell’investimento da oltre 30 milioni a Rivaltella, dove dovrà sorgere un nuovo stabilimento.

Diversa la situazione invece per il sito di Casatenovo, in provincia di Lecco, dove c’è la stabilimento Vismara, marchio passato sotto il gruppo Amadori. Secondo quanto appreso qui per i lavoratori sarà attivata la cassa integrazione, che non colpirà invece Reggio. I dettagli saranno resi noti ai lavoratori durante un’assemblea fissata per mercoledì. Non era presente ieri Roberto Pini, patron dell’omonimo gruppo che ha acquisito la maggioranza di Ferrarini e che pochi giorni fa aveva dettagliato il progetto del nuovo stabilimento per il prosciutto cotto a Rivaltella. Il gruppo Pini conta ricavi per 1,6 miliardi, leader continentale nella macellazione di suini, che punta ora su Ferrarini. Il piano presentato ai sindacati nazionali del settore verte sulla realizzazione del nuovo stabilimento.

Tutto parte dalla sinergia tra i due gruppi. Da una parte c’è Pini, che ha creato in 11 mesi il suo nuovo gioiello industriale, uno stabilimento che si trova a Binefar, in Spagna, nella comunità di Aragona, ormai prossimo all’inaugurazione. Un impianto che occupa una superficie di 62mila metri quadri e ha una capacità di macellazione di 160mila maiali la settimana: il più grande d’Europa. Un innesto perfetto, secondo il piano aziendale, per finalizzare il matrimonio con la Ferrarini. Il nuovo stabilimento spagnolo - investimento 113 milioni di euro - raddoppierà infatti la capacità produttiva del gruppo Pini. Ci saranno quindi anche ricadute per l’Italia dei tagli prodotti in Aragona. I terminali, tra gli altri, saranno proprio gli stabilimenti emiliani della Ferrarini, che nel frattempo cede l’attività in Polonia, concentrando tutto su Reggio. Un volano che aiuterà a risollevare industrialmente - così come finanziariamente - il gruppo reggiano, in grado di generare 350 milioni di ricavi ma schiacciato da un’esposizione debitoria che vale 200 milioni di euro solo nei confronti delle banche. Banche attive sul fronte giudiziario - con decreti ingiuntivi - che stanno tentando di bloccare beni personali dei Ferrarini - tramite anche pignoramenti - posti in passato a garanzia delle esposizioni. Le aziende, però, sono ora inattaccabili con l’attivazione dei concordati e oggetto anzi di investimenti.

Ferrarini spa è sotto l’egida di Pini, Vismara sotto quella di Amadori, mentre si attende di conoscere il destino della Società Agricola Ferrarini. L’accordo tra Ferrarini e Pini Holding garantirà quindi livelli occupazionali come quelli attuali senza delocalizzazioni con un aumento dei volumi anche su Reggio. «Supporteremo la produzione degli oltre 900mila prosciutti stagionati nello stabilimento di Lesignano e degli oltre 1,5 milioni di prosciutti cotti prodotti all’anno» ha dichiarato nei giorni scorsi Pini. —

E.L.T.

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